Archivio di Marzo, 2010

An exhibition for the rebuilding of L’Aquila

Sabato, 13 Marzo, 2010

La calunnia è un venticello

Venerdì, 12 Marzo, 2010

The Economist

Venerdì, 12 Marzo, 2010

economist.jpg“Genocidio per ragioni di sesso. Che ne è di 100 milioni di bambine?”

Rob Brown, Public Relations and the Social Web - How to use social media and web 2.0 in communications

Venerdì, 12 Marzo, 2010

public_relations_social_web.jpgIl mondo delle comunicazioni sta cambiando. Iniziato nei circoli accademici negli anni ‘60, il cambiamento ha trovato una sua direzione precisa negli anni ‘90 con il World Wide Web, ed è esploso negli anni 2000 con il web 2.0. I nuovi social network stanno rivoluzionando il modo di comunicare, trasformando i nostri tradizionali modelli di dialogo.

Questo libro analizza come questi modelli di comunicazione stiano cambiando e cosa questo significhi per i professionisti della comunicazione operanti nei diversi settori di business.

Recensione
di Mario Bucchich

Il Web 2.0 sta aprendo agli utenti della Rete la possibilità di condividere contenuti, siano essi video, audio, testi o immagini.

Si sta attuando il trasferimento del controllo di internet, e quindi della piattaforma di comunicazione, da pochi a tanti.

Il libro esamina le nuove modalità di gestione emergenti delle Public Relations in un contesto digitale, e mostra come le campagne di pubbliche relazioni “digitali” possano essere indirizzate.

Uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo della comunicazione e delle PR per comprendere ed indirizzare le dinamiche del cambiamento.

fonte: casaleggio.it

Il Credito Popolare, banca del territorio

Giovedì, 11 Marzo, 2010

distribuzionesportelli_province.jpg 

di Giuseppe De Lucia Lumeno*

La fase di assestamento dell’economia che si sta lentamente consolidando in questo inizio d’anno e che dovrebbe fungere da viatico verso la ripresa, vede ancora per le Banche Popolari riscontri decisamente positivi in riferimento agli impieghi e ai tassi di interesse riguardanti gli stanziamenti erogati a famiglie e PMI, in linea con quanto avvenuto nel corso del 2009 quando la crisi economica e produttiva era al suo apice.

Infatti, evidenze positive emergono dalla crescita tendenziale degli impieghi, aumentati nel mese di gennaio 2010 del 5,2%, in accelerazione di quattro decimi di punto rispetto al mese di dicembre 2009. La loro distribuzione territoriale segue un andamento pressoché omogeneo nelle varie regioni del nostro Paese, con significativi segnali di incremento, in particolare nel Nord Est e nel Mezzogiorno, dove il credito è salito rispetto a 12 mesi prima nell’ordine del 7,1% e del 5,6%. Il rafforzamento della dinamica degli impieghi delle Banche Popolari riscontrata in gennaio contrasta con la tendenza registrata dal sistema. Infatti, nel primo mese dell’anno si è verificato in aumento dei crediti concessi alle imprese ed alle famiglie di solo lo 0,1%, in significativo rallentamento rispetto al dato di dicembre 2009 (+0,5%).

La positività di questi numeri non fa altro che rimarcare il ruolo “proattivo” del Credito Popolare, un’autentica banca del territorio, in grado di sostenere costantemente i comparti economici, di assicurare attenzione e fiducia verso la propria clientela e di giocare un ruolo da protagonista in vista della ripresa.

Accanto, quindi, ai dati particolarmente positivi riguardanti gli impieghi, si aggiungono quelli altrettanto incoraggianti riferiti alla riduzione, rispetto al mese di dicembre 2009, dei tassi di interesse relativi ai finanziamenti alle imprese, in particolare quelli alle PMI scesi sotto il 2,8%. Inoltre, il flusso di nuovi prestiti erogati dalle Banche Popolari in gennaio alle PMI è stato di quasi 3 miliardi di euro, un valore di poco superiore allo stesso mese del 2009 quando la crisi era al culmine, e sostanzialmente in linea con quanto registrato negli anni precedenti.

Anche la provvista ha continuato a crescere in gennaio a ritmi sostenuti (sopra l’8%), continuando ad essere sospinta dalla componente dei depositi in conto corrente saliti del 13% rispetto ad un anno prima.

Questi dati confermano in modo inequivocabile la fiducia che le famiglie ripongono nelle Banche Popolari, una fiducia ripagata dalla Categoria come testimonia il livello dei tassi di interesse applicato sui mutui per l’acquisto dell’abitazione che si collocano mediamente al 2,55%, 30 punti base in meno rispetto al dato medio nazionale.

Accanto, quindi, all’evidenza quantitativa di tali risultati è doveroso sottolineare la presenza ed il continuo sviluppo di una realtà bancaria che acquisisce sempre più la sostanza di una radicata connotazione territoriale ed in cui la clientela e la comunità locale ripongono la massima fiducia considerandola l’interlocutore di riferimento con il quale dialogare e cooperare per fare fronte alle difficoltà.

La Banca Popolare può essere così considerata a tutti gli effetti come uno dei poli cardine dell’infrastruttura immateriale rappresentata dalla rete di relazioni, orizzontali e verticali, che una comunità è in grado di costruire e consolidare nel tempo, una rete di relazioni che, per le sue caratteristiche, è parte integrante della dotazione di capitale della comunità stessa. Una simile peculiarità non può fare a meno di poggiare sull’impegno, delle persone, ponendo particolare attenzione alla qualità di tali rapporti  prima ancora che sui mezzi e sulle risorse messe a loro disposizione.

Da oltre un secolo e mezzo, infatti, le Banche Popolari assurgono al ruolo di una vera e propria assicurazione per i soci e per i clienti, grazie ad una struttura cooperativa solida che cerca infatti relazioni stabili e durature con la loro clientela, nel rispetto della vocazione e della mission di questa Categoria che non guarda esclusivamente al capitale economico ma si rende agente attivo di sviluppo del capitale sociale.

Grazie a questa interpretazione è allora ancor più semplice comprendere come la capacità delle Banche Popolari di acquisire e utilizzare informazioni extra bilancio,  rispetto alle altre aziende di credito, rappresenti l’elemento necessario che permette loro una migliore allocazione del credito. Ciò avviene indipendentemente dalle fasi espansive o recessive del ciclo economico, attuando un modello di business che fa del relationship banking un punto di riferimento e una risorsa irrinunciabile per la comunità e coniugando, quale banca a forte matrice localistica, i punti di forza della tradizione con la modernità e l’efficienza delle proprie strutture e degli strumenti finanziari.

*Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

fonte: assopopolari.it

L’economia dell’attenzione

Giovedì, 11 Marzo, 2010

fonte: casaleggio.it

Winston Churchill

Mercoledì, 10 Marzo, 2010

churchill.jpg“Non c’è investimento migliore per una comunità che mettere del latte dentro i bambini”.

“Clericalismo: malapianta d’ogni colore politico dura a morire in Italia”

Martedì, 9 Marzo, 2010

In libreria “Avanti Po. La Lega Nord alla riscossa nelle regioni rosse”

Martedì, 9 Marzo, 2010

avanti_po.jpgLa Lega Nord cresce nei voti e cala lungo la penisola, al di sotto del Po, in quelle che da sessant’anni sono note come le “regioni rosse”. In vista delle Regionali arriva in libreria per il Saggiatore un saggio attualissimo di Paolo Stefanini che racconta la nuova geografia politica italiana.

Uno lo chiamano “cocomero” perché dicono che fuori è verde, ma dentro è rosso. Un altro, fiero del suo passato nel Pci, è convinto di proseguire, da leghista, il lavoro del nonno partigiano. C’è chi ha il busto di Lenin in soggiorno, ma ammira molto Maroni e Bossi. E chi ha una tonaca indosso, Dio nel cuore e la tessera della Lega in tasca.

Paolo Stefanini ha battuto, provincia per provincia, gli ex feudi comunisti, dall’Emilia all’Umbria. Ha parlato con i dirigenti leghisti, si è confuso tra i militanti e gli elettori, tra le mamme orgogliose alle selezioni di miss Padania. Ha visitato le feste verdi che costellano gli Appennini, tra zucche, vino e castagne, tra stand e gazebo, strumenti primari della militanza, e ha registrato quell’humus culturale all’origine dell’irresistibile ascesa leghista. Avanti Po è la scoperta di un’Italia centrale inedita, è il racconto dei crolli improvvisi del consenso finora monolitico della sinistra, di un popolo impaurito dagli stranieri, dei sindaci indaffarati a inventarsi nuovi riti, degli attivisti che rivendicano il loro passato comunista, dei giovani che credono che il futuro sia di Bossi. In attesa delle elezioni regionali del 2010, la nuova sfida per il grande balzo del partito del Nord al Centro dell’Italia.

fonte: affariitaliani.it

Benedetto XVI dalla penna di Navarro-Valls

Lunedì, 8 Marzo, 2010

navarro_valls_ratzinger.jpg“Lo scrittore inglese Chesterton diceva che è il miracolo del linguaggio a permettere a un uomo non soltanto di esprimere le proprie idee, ma anche di lasciare una traccia di se stesso, della propria irripetibile individualità. Ciò non riguarda ovviamente soltanto la scrittura, ma lo «stile» di una persona, che è rivelato dai gesti, dal comportamento, dalla vita”. E’ questo il giudizio su Papa Benedetto XVI che il direttore della Sala Stampa Vaticana per antonomasia, Joaquín Navarro-Valls,  registra nel suo recente libro “A passo d’uomo” edito da Mondadori.

Ventidue anni di servizio (1984 – 2006) al seguito di Giovanni Paolo II e a servizio dell’informazione istituzionale della Chiesa Cattolica sono davvero tanti. Poi, a fronte di una sua personale richiesta, giunge il momento di fare un passo indietro. Egli stesso dichiara: «Sono molto grato al Santo Padre che ha voluto accogliere la mia disponibilità, più volte manifestata, a lasciare l’incarico di Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, dopo un così lungo numero di anni. Sono consapevole di aver ricevuto in questi anni molto di più di quanto abbia potuto dare e perfino di quanto sia adesso capace di comprendere pienamente».

Joaquín Navarro-Valls trascorse appena un anno sotto il pontificato di Benedetto XVI, ma aveva compreso subito la grande caratura umana e le eccellenti doti di comunicatore dell’ex prefetto del Sant’Uffizio Joseph Ratzinger. Nel suo libro Navarro-Valls scrive: “Per Ratzinger non sono le idee a dare un volto alle persone, ma le persone a rivelarsi attraverso le idee. […] Il suo gesto elegante ed efficace è tale perché il suo stesso pensiero è così”. Senza dubbio – prosegue Joaquín Navarro-Valls – “Ratzinger ha quella strana e ammirevole forza di chi ama più stupirsi che stupire: anche per questo il suo non è un atteggiamento di tenerezza, ma di dolcezza pacata e di sottile malinconia, quasi di gracilità. Proprio come se il suo sguardo raggiungesse il distacco e l’altezza di chi cerca di vedere il fondo del cuore degli uomini”.

Papa Benedetto XVI è un uomo capace di dialogo; Egli forse ha intuito che operando una maggiore spinta a favore del dialogo ecumenico ci si possa avvicinare a quell’unità auspicata da più parti. “Chi dialoga non soffre paure; chi dialoga – asserisce Navarro-Valls – non è impressionato dal clamore o dal silenzio della folla o dalle opinioni diverse. Chi dialoga però deve saper dialogare, deve conoscere i meccanismi che muovono le opinioni  e deve credere che valga la pena confrontarsi. Proprio come lo crede risolutamente Ratzinger”.

Il dialogo diventa maggiormente efficace se supportato da un servizio di informazione adeguato e capace di tenere il passo con i ritmi del Pontefice. Il ruolo e il sostegno della Sala Stampa Vaticana è fondamentale. Pensiamo ai grandi eventi che segnarono il pontificato di Giovanni Paolo II (l’incontro con Mikhail Gorbaciov, la caduta dei totalitarismi e del muro di Berlino, solo per citare due grandi esempi) e al mastodontico lavoro che la Sala Stampa Vaticana dovette affrontare in termini di pubblicazione di notizie, dichiarazioni ufficiali, rapporti diplomatici, agenzie stampa prontamente lanciate… è evidente che anche il più piccolo errore o ritardo nella comunicazione avrebbe potuto compromettere ogni cosa. In quelle ed altre mille circostanze, Joaquín Navarro-Valls era «Il Direttore», e il suo lavoro si rivelò importantissimo.

Nel libro Navarro-Valls ricorda l’incontro con Benedetto XVI due giorni dopo l’elezione a Romano Pontefice: “In quel preciso istante inconsapevolmente capii che tutto era cambiato per lui. In quel preciso istante compresi che la sua vita precedente era finita – senza però scomparire – per sempre. E oggi sono in grado di capire l’autentico significato di quella sua successiva affermazione: «Io, ma non più io». Con la consueta delicata, brillante discrezione, la sua vita personale da quel giorno ha fatto un passo indietro per lasciare spazio all’identità sacra e alla responsabilità dell’istituzione. In Ratzinger cominciava allora quel mistero che ogni Papa porta con sé; anzi che ogni Papa è”.

fonte: cogitor.altervista.org/virgolettato
 

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