L’economista d’impresa Marco Vitale sul profitto

marco_vitale.jpgL’obiettivo primario dell’impresa è lo sviluppo, realizzato anche attraverso il profitto. Senza profitto non c’è sviluppo né in un’economia capitalista né – come ci ha illustrato Gorbaciov in un’economia collettivizzata. Ma il profitto non è sufficiente per lo sviluppo. Perché c’è il profitto senza sviluppo, c’è profitto senza qualità, c’è il profitto monopolitistico, c’è il profitto senza il progresso dell’accumulazione tecnologica e della conoscenza organizzativa, c’è il profitto che deriva solo da connivenze di chi gestisce le casse pubbliche, c’è il profitto che devasta la terra, c’è il profitto che degrada la città, c’è il profitto che è solo apparente perché parte dei suoi costi di produzione si scaricano in bilanci diversi da quelli dell’impresa, c’è il profitto che miete solo e ha smesso di seminare; c’è il profitto sterile che non svolge più la sua funzione fecondatrice; c’è il profitto che, in realtà, è ormai solo consumo di quanto altri hanno accumulato nell’impresa; perché ci sono profitti di guerra; perché ci sono profitti di regime; perché c’è il profitto che deriva da spericolate speculazioni finanziarie; perché c’è il profitto tesaurizzato e non distribuito con equilibrio tra i fattori della produzione”.

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