Archivio di Settembre, 2012

La politica, i capricci e le favole

Lunedì, 24 Settembre, 2012

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Rivolgendosi al Comitato Esecutivo dell’Internazionale Democratico-Cristiana, sabato mattina Benedetto XVI ha citato San Paolo, quando mette in guardia il discepolo Timoteo dal «giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole». (2 Tm 4,3) Quel giorno, di cui scriveva l’Apostolo duemila anni fa, è presente.  Non ci mancano cattivi maestri, sempre pronti a secondare i capricci di chi non vuole vedere, non vuole ascoltare, non vuole toccare con mano la realtà della vita della persona e del popolo - quella segnata dalla crisi finanziaria globale, con cui facciamo i conti tutti i giorni - esimendosi dall’assumere «con realismo, fiducia e speranza le nuove emergenti responsabilità», aggiunge il Papa. Una realtà, «la cui complessità e gravità giustamente preoccupa», che deve essere anzitutto assunta come il luogo della ragione politica – la sua ragion d’essere, fatta di «realismo, fiducia e speranza» – prima di diventare l’oggetto di una strategia politica, un progetto o un programma. Un infantilismo politico continua a serpeggiare tra le fila dei partiti, capriccioso e miope, istintivo quanto irresponsabile (la politica autoreferenziale e tesa all’autoconservazione di cui, nello stesso momento, parlava il Cardinale Scola a Milano), che vuole quello che vuole e non cerca quello che desidera, che è all’altezza del cuore dell’uomo e, dunque, al centro della politica. A cavalcare l’onda capricciosa che agita le acque della politica italiana ed internazionale ci stanno provando diversi “maestri”, costruendo favole che avvolgono e stravolgono la realtà in una nuvola densa e scura e sollecitano le corde dell’emozione, del (ri)sentimento e della rabbia individuale e collettiva, della delusione, dell’illusione o dello scoraggiamento.

Sono così «purtroppo molte e rumorose le offerte di risposte sbrigative, superficiali e di breve respiro ai bisogni più fondamentali e profondi della persona», ben lontane – prosegue Papa Ratzinger – dall’«assumere come centrale ed imprescindibile la ricerca del bene comune, rettamente inteso, come pure la promozione e la tutela della inalienabile dignità della persona umana». Se la crisi nasce dall’avere trascurato «gli interessi più vitali e delicati della persona», la ripresa deve partire dalle «scelte fondamentali inerenti in senso della vita e la ricerca della felicità». Non si affronta efficacemente una crisi se non si scoprono le sue radici profonde, se non si toglie la terra arida e avvelenata che le circonda e la si sostituisce con del buon terreno, fertile e irrigato, capace di ridare vitalità all’albero della vita dell’uomo e della società.

Prima ancora di un difetto di merito, le proposte politiche che stanno affiorando nel nostro Paese e circolano in Europa sono povere di metodo, e, per questo, senza genialità e prive di nerbo, incapaci di incidere nella realtà. Più precisamente, il metodo che assumono non è dettato dall’oggetto in questione – l’uomo, la sua vita e la trama di relazioni personali di cui essa è intrecciata – ma dalla conquista di un consenso finanziario, economico ed elettorale. Ci si limita «a rispondere alle urgenze di una logica di mercato», osserva il Papa. Una politica che va dietro al mercato dei soldi, della produzione e dei consumi, ed è al rimorchio dei sondaggi sul voto dei cittadini non potrà assumersi pienamente il compito di governare cui ambisce, perché governata da interessi alieni al bene della persona e del popolo che è chiamata a servire.
E’ il tempo della persona, della famiglia e della società. La persona esige «il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale, con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica». Un impegno che si intreccia «con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare […], il principale e più incisivo luogo educativo della persona, attraverso i genitori che si mettono al servizio dei figli per aiutarli a trarre fuori (“e-ducere”) il meglio di sé. La famiglia, cellula originaria della società, è pertanto radice che alimenta non solo la singola persona, ma anche le stesse basi della convivenza sociale». Ad una politica che si esaurisce nella ragione di Stato e dei rapporti tra gli Stati, Benedetto XVI prospetta un ritorno alla radici della soggettività antropologica e giuridica, della comunità e del diritto nazionale ed internazionale: la persona, la famiglia e la società.

Richiamando i politici alla responsabilità della «della difesa e della promozione della dignità della persona umana», che spetta a tutti ma «concerne in modo particolare quanti sono chiamati a ricoprire un ruolo di rappresentanza», il Papa, citando il Concilio Vaticano II, affida ai cristiani che si assumono questo ruolo il compito «di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza».

Ragioni di vita e di speranza non si trasmettono attraverso favole demagogiche che distolgono gli occhi e la mente dalla realtà (anche se dura come un sasso, con essa ci dobbiamo misurare ogni istante) per proiettare l’immaginario individuale e collettivo su uno scenario futuro costruito a tavolino. Così si illude e si delude soltanto, si fa del male. Solo dove c’è vita c’è speranza, perché la speranza è una certezza per il futuro che ha il suo fondamento in una vita che c’è adesso, come diceva San Tommaso. Non potremmo sperare nulla per il domani nostro, dei nostri figli e dei nostri amici, per quello di tutti gli uomini e le donne, se non avessimo una buona ragione per vivere oggi, pur dentro alla fatica dei tempo presente.

Ai politici il Papa ha augurato «entusiasmo e decisione nell’impegno personale e pubblico» e li ha esortati «a realizzare tutte le possibilità di bene di cui sono capaci». Ma chi o che cosa può ridestare entusiasmo e decisione personale tra le fila di partiti, associazioni, unioni e sindacati che mostrano sempre più segni di stanchezza, un’astenia politica che li paralizza nella congiuntura storica, fino a far dipendere da essa l’angolo di apertura del desiderio di cambiamento? Solo il riconoscimento di quello che è in atto può generare in potenza ciò che sarà il nostro futuro: quello che più manca è un’esperienza vissuta, amata e testimoniata di un cambiamento possibile perché già iniziato. Il cristianesimo è questo: un germe di vita nuova e, dunque, di speranza che è presente in noi e opera attraverso di noi per realizzare un bene per tutti. Bonum diffusivum sui est, dicevano gli scolastici: il bene che esiste è contagioso.

Alla politica e a coloro che la coltivano con passione non chiediamo di prometterci un futuro a partire da un presente che non c’è, ma di lavorare insieme per trasformare le solide ragioni di vita e di speranza che già abbiamo in una possibilità per tutti, per costruire una polis, una città a misura piena del desiderio della persona, del bene della famiglia e della vita comune della società.
 

autore: Roberto Colombo

fonte: ilsussidiario.net

Banca europea per gli investimenti e Intesa Sanpaolo, finanziamenti a imprese italiane per 670 milioni di euro.

Sabato, 15 Settembre, 2012

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La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Gruppo Intesa Sanpaolo hanno definito sei nuovi accordi per finanziamenti a medio-lungo termine a imprese italiane per un importo complessivo pari a 670 milioni di euro. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dei rapporti consolidati tra BEI e Intesa Sanpaolo ed è volta a rafforzare ulteriormente il supporto offerto al settore produttivo italiano, a mitigare gli effetti della crisi finanziaria e contribuire all’avvio del processo di ripresa.

All’interno del plafond di 670 milioni euro messi a disposizione dalla BEI sono stati individuati sei settori di intervento che coinvolgeranno nello specifico alcune società del Gruppo Intesa Sanpaolo. Oltre ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI) e per le Mid-cap, parte delle linee saranno messe a disposizione delle attività sociali e del terzo settore tramite Banca Prossima, parte a investimenti delle aziende per i programmi nel comparto delle energie rinnovabili, alcune linee saranno destinate al finanziamento delle Reti di imprese. Per la prima volta oggetto dei prestiti sarà l’iniziativa Industria 2015, i progetti in ricerca e sviluppo selezionati del Ministero dello sviluppo economico in specifiche aree tematiche.

“La collaborazione con il sistema bancario italiano è fondamentale per veicolare la finanza BEI al tessuto produttivo: con queste operazioni Intesa Sanpaolo rafforza il suo ruolo di nostro partner strategico non solo in Italia ma anche nei mercati esteri in cui è presente con la propria rete”, ha commentato Dario Scannapieco, Vice Presidente BEI responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani Occidentali. “Oggi più che mai occorre unire le forze per dare una speranza al mondo delle imprese, e siamo quindi particolarmente orgogliosi degli accordi perfezionati con Intesa Sanpaolo, sempre puntualmente attenta a cogliere opportunità e strumenti per riaffermare la centralità della sua azione in Italia”.

“Grazie all’iniziativa attuata in sinergia con la Banca Europea per gli Investimenti, mettiamo da oggi a disposizione dell’economia reale un contributo finanziario significativo per la ripresa del ciclo economico” ha dichiarato Enrico Cucchiani, Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo. “I nuovi accordi destinati a finanziamenti a medio-lungo termine seguono infatti un obiettivo ben preciso: concentrare i nostri sforzi e le nostre energie sulla crescita delle imprese di medie e piccole dimensioni, che ancora oggi costituiscono l’asse portante del tessuto produttivo italiano. Intesa Sanpaolo prosegue dunque, attraverso azioni concrete e focalizzate al massimo risultato, la sua azione di sostegno ai settori cruciali per il processo di innovazione del nostro Paese”.

In particolare gli accordi sottoscritti riguardano:

Piccole e medie imprese (400 milioni) e Mid-cap (50 milioni)

Al sostegno delle PMI italiane saranno destinati 400 milioni di euro, con impiego di fondi BEI a condizioni di particolare favore. Le linee saranno finalizzate esclusivamente agli investimenti delle PMI, tramite l’intermediazione di Mediocredito Italiano – la società del Gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nel finanziamento a medio e lungo termine per le PMI – e Leasint, la società di leasing del gruppo. Cinquanta milioni di euro sono poi destinati al sostegno degli investimenti delle società italiane di medie dimensioni (Mid-cap), sempre per il tramite di Mediocredito Italiano. In generale, oggetto dei prestiti saranno sia nuovi progetti sia quelli in corso non ancora ultimati.

Per quanto riguarda le PMI, i progetti non potranno superare l’importo di 25 milioni e per le Mid-cap potranno andare fino a 50 milioni. Gli interventi – relativi ad aziende attive in  tutti i settori produttivi: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo e servizi – potranno riguardare l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati; l’acquisto di impianti, attrezzature, automezzi o macchinari; le spese, gli oneri accessori e le immobilizzazioni immateriali collegate ai progetti, incluse le spese di ricerca, sviluppo e innovazione; la necessità permanente di capitale circolante legata all’attività operativa.

Intesa Sanpaolo si impegna a fornire anche risorse proprie alle PMI beneficiarie, facendo così aumentare il plafond complessivamente a disposizione per il supporto del sistema economico italiano.

Industria 2015 (30 milioni)

Per la prima volta la banca dell’Unione europea co-finanzia in Italia, grazie a Intesa Sanpaolo e raccogliendo una proposta di Confindustria, i progetti selezionati dal Ministero dello Sviluppo economico all’interno dell’iniziativa Industria 2015. Gli investimenti di aziende in ricerca e sviluppo che sono stati selezionati dal Ministero nell’ambito dei bandi tematici Industria 2015 (Made in Italy, Efficienza energetica e Mobilità sostenibile) potranno essere coperti sino al 50% dall’intervento BEI e Intesa (quest’ultima attraverso Mediocredito Italiano). La BEI ha approvato una linea di credito complessiva di 150 milioni per le imprese che hanno partecipato ai bandi Industria 2015. Questa linea di 30 milioni  firmata con Intesa Sanpaolo è la prima operazione del comparto.

Reti di imprese (30 milioni)

E’ una linea di credito dedicata alle Reti di imprese, le libere aggregazioni tra aziende il cui obbiettivo è accrescere la competitività e innovatività dei soggetti aderenti. Si tratta di una figura di recente introdotta nell’ordinamento giuridico italiano (contratto di Reti di imprese, legge 33/2009). La BEI ha approvato una linea per complessivi 100 milioni a supporto delle reti di imprese. La linea sarà messa a disposizione attraverso Mediocredito Italiano.

Attività sociali (60 milioni)

Si tratta della seconda tranche di una linea di credito di complessivi 100 milioni dedicata a Banca Prossima, controllata del gruppo Intesa Sanpaolo e attiva nel finanziamento delle attività sociali. Questa seconda tranche è volta al sostegno di progetti nei settori dell’educazione e della sanità promossi da enti privati a vocazione non profit, e fa seguito al completo utilizzo di una prima tranche di 40 milioni di euro nei medesimi settori già completamente erogata. I fondi saranno destinati a selezionati progetti di alto profilo sociale al fine di consentirne il finanziamento a condizioni accessibili, nel complesso contesto di mercato attuale.

Energie rinnovabili (100 milioni)

Tramite Mediocredito Italiano, Leasint e Centroleasing, tutte società del gruppo Intesa Sanpaolo, la BEI mette a disposizione 100 milioni per il finanziamento di progetti di piccole e medie dimensioni nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica localizzati in Italia. Si tratta di uno dei pilastri dell’attività di prestito della Banca europea per gli investimenti, e rappresenta un rafforzamento degli accordi di settore già siglati con Intesa Sanpaolo nell’ultimo triennio.
 

fonte: startupper.it

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