Archivio di Marzo, 2015

Facebank?

Giovedì, 26 Marzo, 2015

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di Andrea Iemma 

L’apoteosi del social banking è racchiusa in uno spiffero di qualche giorno fa proveniente dalla California. Una notizia riportata dal Financial Times e non commentata ufficialmente da nessuno dei portavoce di Menlo Park. Quella che racconta di come Facebook si stia muovendo in varie direzioni per diventare il prototipo più raffinato di banca social. Il web intanto non ha perso tempo, coniando il nuovo nome e parlando già di Facebank. Le indiscrezioni riportano di una trattativa in fase di definizione con la Banca Centrale Irlandese. Facebook avrebbe chiesto un via libera, che non dovrebbe tardare ad arrivare, per diventare di fatto un istituto di emoney. 

Gli utenti potrebbero così depositare i propri soldi ed utilizzarli non solo per fare acquisti all’interno dell’ecosistema Facebook, ma anche all’esterno, scambiandoli e inviandoseli con un click. Il concetto e il mercato più vicino è quello del money transfer, che Zuckerberg vorrebbe aggredire proponendo tariffe notevolmente più basse, avvalendosi della diffusione capillare della propria creatura e della comodità che incontrerebbero gli utenti a sfruttare la piattaforma social per svolgere le transazioni. 

Nell’avvicinare persone distanti, Facebook non ha competitor, quindi l’operazione potrebbe trasformarsi in un altro successo, anche considerando i volumi di questo mercato: ad esempio nel 2013 dall’Italia gli immigrati che lavorano nel nostro Paese hanno spostato complessivamente verso il Paese d’origine 7 miliardi di euro. Questa strategia favorirebbe ulteriormente la penetrazione della piattaforma di Mark Zuckerberg nei mercati emergenti: Facebook diventerebbe una vera e propria utility per i Paesi in via di sviluppo. In attesa degli sviluppi concreti dell’operazione è curioso prendere atto di come questa intuizione made in Palo Alto rappresenti un climax nel processo di crescita del social banking. 

Se, come abbiamo riportato all’interno del Primo White Paper della II Edizione della Ricerca di Social Minds il 53% delle banche italiane, all’interno del campione osservato, ha aperto una FanPage e le banche stanno sempre di più includendo nella propria strategia i social network, è interessante osservare come anche Facebook stia pensando di sfruttare le opportunità di business e inclusione proprie dei servizi finanziari.

fonte: socialminds.it 

Chi guadagna e chi perde con la fine della crisi

Venerdì, 6 Marzo, 2015

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 di Stefano L. Di Tommaso

Viviamo il momento con molta trepidazione: riuscirà questo nuovo Benito ad imporre riforme tali da rilanciare l’economia italiana? Riuscirà il nostro Paese a saltare sull’onda positiva che sembra arrivare? Riusciranno i piccoli e medi imprenditori a darsi un assetto idoneo alla sfida che li attende per essere pronti ad una piccola ripresa?

Questi ed altri interrogativi provengono dalla presa di coscienza del momento particolare che stiamo vivendo: l’Euro si svaluta, i tassi vanno sotto zero, le Borse galleggiano alte (sin troppo) e i consumi nazionali invece continuano a scendere. Qualche spiraglio di luce sembra provenire dalla statistica sulla disoccupazione, nonché dal ribasso di materie prime ed energia. Ma sebbene un rimbalzo tecnico sia atteso, noi Italiani quest’anno stapperemo ancor meno champagne degli anni passati.

Negli stessi giorni di angoscia e della speranza per l’evoluzione del nostro Paese appaiono sulla stampa notizie relative a due opposte icone della moda italiane: Borsalino, azienda famigliare che si appresta a portare i libri in a Tribunale e Moncler, azienda manageriale che invece infila l’ennesimo rialzo borsistico dopo la notizia che le sue vendite globali sono attese in crescita di un ulteriore 20% quest’anno. Due modi opposti di approcciare al business più antico del mondo: il tessile-abbigliamento.

Questa è forse la sintesi estrema di quel che è oggi e potrebbe essere domani per la maggior parte delle imprese italiane!

Quali sono allora i “fattori di successo”per le imprese che vogliono cavalcare la primavera italiana? In ordine logico:

- Idee / Prodotti / Competenze

- Distribuzione / Organizzazione / Controllo di Gestione

- Capitali e Finanza per lo sviluppo globale.

Nient’altro (di rilevante) se non le idee chiare su come agire.

E nessuna distrazione dagli obiettivi!

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