Archivio di Gennaio, 2016

Giù le mani dai nostri figli

Giovedì, 14 Gennaio, 2016

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di Pippo Corigliano 

L’anno nuovo è cominciato con due grandi successi popolari. Don Matteo in tv ha raggiunto i dieci milioni di spettatori e Checco Zalone ha sbancato il botteghino col film “Quo Vado”. La figura del sacerdote buono e intelligente nell’interpretazione di Terence Hill (Mario Girotti) appassiona gli italiani mentre Checco Zalone li diverte prendendo in giro sia il politically correct dei cosiddetti “civili” che i difetti dell’italiano “bamboccione” che vive coi genitori e non molla il posto fisso. Il messaggio comune dei due spettacoli è un elogio del buon senso della nostra tradizione e un rifiuto degli pseudo-valori che la cultura dominante vorrebbe imporre. E’ un messaggio di attualità mentre si discute il disegno di legge Cirinnà. L’ondata culturale modernizzante ha portato nel nostro Paese la legalizzazione del divorzio e dell’aborto, sia pure a certe condizioni. Ora vorrebbe imporre una visione soggettiva della sessualità che coinvolge anche i bambini. Qui c’è la linea del Piave. Ho partecipato alla manifestazione del 20 giugno (per la prima volta in vita mia) e il messaggio dominante era “giù le mani dai nostri figli”. I piccoli non sono oggetti per soddisfare esigenze affettive degli adulti, né animali su cui fare esperimenti sessuali. Bisogna resistere: non è un dibattito intellettuale è un’aggressione. Le Termopili e Lepanto hanno salvato la civiltà occidentale in passato, ora bisogna combattere per salvare l’Occidente dalle forze disgregatrici interne. Senza se e senza ma.

fonte: Blog Preferisco il Paradiso 

Francesco Cossiga, La passione e la politica…

Martedì, 12 Gennaio, 2016

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Oggi mi sono ritrovato tra le mani un libro uscito  qualche anno fa. Un libro dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Da quando lo lessi per la prima volta, mi è rimasto un dubbio su quel titolo che separa come due cose distinte la passione e la politica. Come se Cossiga volesse dimostrare con la sua vita - sin dal titolo del libro -  che la politica non è una passione. Come lo è il lavoro, lo sport, l’arte, lo studio… Oggi ho finalmente compreso questa grande verità: la politica non è una passione perché è connessa al potere: e il potere non è una vocazione. La politica è arte per il perseguimento del potere. E il potere è vanità. Vanità nel celebrare e dare gloria a sé stessi.

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