Archivio di Febbraio, 2019

A confronto i programmi di Legnini e Marsilio sulla sanità.

Venerdì, 8 Febbraio, 2019

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La politica sanitaria regionale che ambo i candidati propongono è incentrata alla realizzazione del diritto alla salute inteso non in senso assoluto ma relativo, trovando un chiaro limite nel rispetto dell’equilibrio di bilancio (art.81 della Costituzione). Quest’ultimo viene richiamato esplicitamente e reiterato più volte in entrambi i programmi, anche se con toni differenti. Ad esempio, scorrendo il programma del centrosinistra si legge: “Non intendiamo tornare a fare deficit e debito, ma garantire sempre l’equilibrio di bilancio. Libera dai vincoli del Piano di Rientro, la nuova Amministrazione regionale potrà operare disponendo di risorse finanziare aggiuntive con cui avviare mirate ed equilibrate politiche espansive del livello di cura sanitaria offerto ai cittadini abruzzesi”; quello di centrodestra afferma: “La Regione è ben lungi dal cogliere l’obiettivo di un reale risanamento, al di là del maquillage sui numeri. […] Occorre rivedere l’ancoraggio provinciale della Asl, garantendo l’erogazione dei servizi sulla base del numero degli abitanti e delle caratteristiche del territorio. Dovrà […] essere presidiata la gestione economica-finanziaria con obiettivi di riduzione della mobilità passiva e con piani di rientro tagliati sulla misura dei diversi territori”.

Al di là dei contenuti declamatori, i programmi individuano le seguenti aree di intervento:

1. Politiche di gestione del personale delle ASL:

Nel corso del Commissariamento e del biennio successivo all’uscita dalla gestione commissariale, la Regione è stata costretta ad adottare una serie di misure volte al contenimento della spesa per il personale – quali, ad esempio, il blocco parziale al 50% del turnover; il blocco dei rinnovi contrattuali; l’obbligo di effettuare gli accantonamenti relativi ai rinnovi contrattuali nei bilanci sanitari al fine di tener conto di tutti i fattori produttivi ancorché non aventi ancora un’esigenza di copertura finanziaria  – che hanno creato una consistente carenza di personale.

Da qui nasce l’esigenza, riconosciuta da ambo i candidati, di implementare una politica sanitaria volta a confermare e migliorare le performance raggiunte nell’erogazione dei LEA (punteggio griglia LEA 2017 pari a 2021 ) nonché al contenimento dei tempi delle liste d’attesa, alla realizzazione di un’efficace assistenza territoriale, non realizzabile senza un piano di ampliamento degli organici del personale. 

Sulle carenze organiche delle quattro ASL il programma del candidato di centrodestra Marco Marsilio è piuttosto preciso: 700 unità mancanti nella ASL dell’Aquila; 500 in quella di Teramo; 300 in quella di Pescara e 650 in quella di Chieti.

2. Riorganizzazione rete emergenza-urgenza

Entrambi i programmi mirano ad una riorganizzazione della rete emergenza-urgenza. Quello di centrodestra, in particolare, manifesta la volontà di procedere ad una riorganizzazione secondo modelli avanzati (es. Lombardia), con centrale unica 118, numero unico di emergenza e rete diffusa a livello territoriale.

3. Continuità assistenziale e la medicina territoriale

La politica sanitaria regionale proposta dal programma di centrosinistra si propone gli obiettivi di razionalizzare l’offerta ospedaliera in una logica di rete integrata e di mantenere una forte continuità ospedale-territorio. Gli strumenti individuati per raggiungere questi obiettivi consistono nel consolidare la collaborazione tra Comuni e Asl per sviluppare meglio PUA (Punti Unici di Accesso) effettivamente diffusi sul territorio ed integrati anche attraverso un sistema informativo socio-sanitario integrato.

La politica sanitaria regionale proposta dal programma di centrodestra mira a rafforzare la medicina territoriale attraverso: la reintroduzione della figura del MMG con presenza quotidiana nei territori marginali; diffusione di servizi di prossimità e le App dedicate che permettano ai cittadini di prenotare, pagare e gestire servizi sanitari risparmiando disagi ed offrendo un servizio più efficiente.

4. La governance delle aziende sanitarie locali

Come è noto, i moderni processi amministrativi di contenimento della spesa mirano a favorire le grandi concentrazioni, perché dall’accentramento di alcune funzioni derivano quelle economie di scala e di scopo in grado di generare notevoli risparmi pur garantendo la qualità del SSR. 

Il programma di centrosinistra punta a concentrare in un’unica struttura le funzioni di programmazione, di decisione sugli investimenti e degli acquisti, assorbendo le funzioni attualmente svolte dall’Agenzia Sanitaria Regionale. L’obiettivo è quello di creare un unico livello decisionale ed operativo per garantire virtuosi processi di contenimento della spesa. Il programma mira, in particolare, a ridurre le attività non sanitarie in capo alle singole ASL potenziando l’esercizio di quelle sanitarie così da garantire comunque la prossimità territoriale resa possibile dall’articolazione provinciale delle ASL abruzzesi.

Quello di centrodestra propone di realizzare una sola Azienda Sanitaria Regionale competente per i distretti sanitari, gli ambulatori, l’assistenza domiciliare, la prevenzione, la riabilitazione, la lungodegenza, il sistema unico di regionale di prenotazione, il trasporto infermi.

5. Il project financing per l’edilizia sanitaria

Entrambi i programmi individuano la possibilità di ricorrere alla finanza di progetto per realizzare alcuni “servizi core” – introduzione di tecnologie avanzate, assicurazione di servizi e di forniture di evoluta composizione, costruzione di nuovi ospedali – solo nel caso in cui non fosse possibile ricorrere a finanziamenti aggiuntivi da parte del governo nazionale e solo dopo attenta verifica di rigorosi parametri costi-benefici. In altri termini, viene ribadito il primato dell’intervento pubblico poiché il project financing viene percepito come uno strumento di finanziamento rischioso che pone a carico delle future gestioni oneri, rischi e gravami.

6. La gestione delle liste di attesa

Secondo il Tribunale dei diritti del malato l’Abruzzo è tra le regioni, insieme al Lazio, alla Campania e alla Calabria, in cui si registrano i maggiori disagi.

La gestione delle liste d’attesa è una sfida complessa che coinvolge i diversi versanti della domanda e dell’offerta delle prestazioni, i modelli organizzativi, le aspettative dei cittadini e il divario tra fabbisogno e risorse a disposizione.

È una sfida che entrambi i candidati intendono affrontare migliorando il sistema di governo dell’offerta di prestazioni.

Il programma di centrosinistra include: misure volte a realizzare una gestione più efficace degli accessi con l’intento di integrare in maniera più efficace l’offerta pubblica e privata accreditata; interventi volti a favorire la de-ospedalizzazione, la medicina del territorio e la valorizzazione dei piccoli ospedali; introduzione di meccanismi di compensazione per i cittadini che, a causa del mancato rispetto dei tempi massimi di attesa, si trovino costretti a ricorre a prestazioni private.

Il programma di centrodestra prevede di dividere le liste per esami diagnostici da quelle per i ricoveri. I primi dovranno essere classificati in categorie a seconda dell’urgenza dei medesimi con tempi di attesa definiti e rispettati. Inoltre, dovranno essere individuati i tempi massimi di attesa per prenotazioni di visite specialistiche o per diagnostica strumentale, oltrepassati i quali si dà la possibilità di una non onerosa scelta presso strutture convenzionate. 

7. L’innovazione tecnologica

Ambo i programmi riconoscono l’importanza dell’adeguamento tecnologico come leva per migliorare la qualità dei servizi erogati.

Entrambi lo fanno col duplice obiettivo di garantire cure pubbliche di qualità agli utenti e di aumentare l’attrattività del SSR. Infatti, un SSR in grado di offrire strumenti diagnostici tecnologicamente all’avanguardia garantisce congiuntamente l’innalzamento dei LEA e l’acquisizione di risorse finanziare provenienti da altri sistemi sanitari regionali attraverso la mobilità attiva.

8.  Il servizio regionale per l’emergenza-urgenza

Entrambi i programmi mirano a potenziare i Dipartimenti di Emergenza e ad implementare il Sistema di Emergenza Territoriale 118 per garantire il presidio della sanità anche nelle aree interne.

9. Il rapporto tra il sistema sanitario regionale e le università abruzzesi

Obiettivo comune è quello di potenziare e ampliare le convenzioni tra le ASL e mondo accademico, incentivando i giovani ricercatori a rimanere nel territorio.

10.  Il coordinamento del servizio sanitario pubblico con l’attività degli erogatori privati

Ambo i programmi si ispirano al principio della sussidiarietà orizzontale e vedono la sanità pubblica e privata in un rapporto collaborativo, di complementarietà ed integrazione.

Si vuole potenziare un rapporto di integrazione basato su regole certe e vincolanti che risultino idonee, da un lato, a tutelare la qualità e la quantità delle prestazioni richieste e, dall’altro, a consentire tempi certi dei pagamenti. Un sistema, questo, che deve fondarsi su un diverso e rinnovato scenario regolamentare.

11.  Misure volte a contenere la spesa farmaceutica e valutare l’appropriatezza

Solo nel programma di centrodestra del candidato presidente Marco Marsilio vengono elencate le seguenti misure di contenimento della spesa farmaceutica e di valutazione dell’appropriatezza: promozione di progetti di aderenza terapeutica, anche attraverso la telemedicina per migliorare l’efficacia delle cure e ridurre le spese soprattutto dei farmaci oncologici ed anticoagulanti ad alto costo e a somministrazione domiciliare per migliorare l’aderenza a tali terapie, attraverso la valorizzazione delle nuove tecnologie; vera attuazione del fascicolo sanitario elettronico regionale, al fine di permettere ai MMG e agli operatori ospedalieri la consultazione di tutta la storia clinica e strumentale del paziente con riduzione degli esami ripetuti inutilmente; contenimento della spesa farmaceutica con protocolli e misure già applicate con successo in altre regioni.

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Complessivamente, i due programmi non si differenziano sistematicamente individuando ampie e simili aree di intervento prioritarie da inserire nel quadro di profonde revisioni organizzative e funzionali. È evidente che queste ultime dovranno essere valutate sulla base di una precisa definizione ex ante delle risorse economiche da destinare al SSR.

autore: Floriana Nicolai 

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