Categoria ‘Libri’
Martedì, 23 Marzo, 2010
Qualche giorno fa un’amica di Onna mi ha dato un libro in cui si parla di terremoto. Eccone un altro (di libro) ho pensato e l’ho cominciato a sfogliare distrattamente. Per farla breve l’ho letto tutto di un fiato fino alle due di notte. Il libro è stato scritto da una giornalista nata a Sulmona, residente per anni a Ofena e che oggi vive in Olanda dove si è sposata. Si chiama Barbara Summa e il volume si intitola: Statale 17 storie minime transumanti. La scrittrice racconta L’Aquila, Onna, Ofena, Paganica e gli altri paesi colpiti dal terremoto fra la cronaca e la memoria. Sua zia Vittoria Silvestrone, morta il sei aprile, abitava a Onna, in una casa a fianco alla chiesa. Onna viene descritta in maniera che forse nemmeno noi onnesi sapremo fare.
Un bel libro che vale la pena di leggere e che mi rincuora un po’: di Onna e dei suoi luoghi non ci eravamo accorti solo noi che ci abitavamo. E’ una spinta in più per ricostruire presto e bene.
(Nella foto, Giustino Parisse, caporedattore l’Aquila del quotidiano IL CENTRO con Roberto Benigni)
fonte: http://parisse-ilcentro.blogautore.repubblica.it
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Domenica, 14 Marzo, 2010
«L’unica persona al mondo che possiamo cambiare siamo noi stessi: per cambiare gli altri dobbiamo cominciare da noi»: questa affermazione di John Miller permette di comprendere il senso e lo scopo di questo libro. Perché non investire su sé stessi per migliorare costantemente, guadagnare in serenità e accrescere la propria professionalità? Il modo migliore per farlo è quello di individuare i propri punti di forza e lavorare sulle aree che richiedono un perfezionamento. Per venire incontro al lettore, l’autore suddivide il mondo dell’attività professionale in capitoli coerenti con l’attuale impostazione del lavoro, partendo proprio dal senso stesso del lavoro, e offre per ognuna di queste aree non solo dei consigli per il miglioramento, ma anche strumenti efficaci e profondi per riflettere su sé stessi. Questa autovalutazione – oggi diremmo self assessment – viene proposta a partire da una serie di citazioni, utili per fornire luci sulla propria attività, tratte non solo dalla odierna letteratura di management, ma soprattutto dalle profondità della saggezza dei santi e degli uomini di spirito. Il saggio è corredato di strumenti che aiutano a rendere molto pratico il percorso di scoperta della propria «anima del leader».
fonte: http://www.ares.mi.it/index.php?pagina=libro&id=418&q=L-anima-del-leader
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Venerdì, 12 Marzo, 2010
Il mondo delle comunicazioni sta cambiando. Iniziato nei circoli accademici negli anni ‘60, il cambiamento ha trovato una sua direzione precisa negli anni ‘90 con il World Wide Web, ed è esploso negli anni 2000 con il web 2.0. I nuovi social network stanno rivoluzionando il modo di comunicare, trasformando i nostri tradizionali modelli di dialogo.
Questo libro analizza come questi modelli di comunicazione stiano cambiando e cosa questo significhi per i professionisti della comunicazione operanti nei diversi settori di business.
Recensione
di Mario Bucchich
Il Web 2.0 sta aprendo agli utenti della Rete la possibilità di condividere contenuti, siano essi video, audio, testi o immagini.
Si sta attuando il trasferimento del controllo di internet, e quindi della piattaforma di comunicazione, da pochi a tanti.
Il libro esamina le nuove modalità di gestione emergenti delle Public Relations in un contesto digitale, e mostra come le campagne di pubbliche relazioni “digitali” possano essere indirizzate.
Uno strumento fondamentale per chi opera nel mondo della comunicazione e delle PR per comprendere ed indirizzare le dinamiche del cambiamento.
fonte: casaleggio.it
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Martedì, 9 Marzo, 2010
La Lega Nord cresce nei voti e cala lungo la penisola, al di sotto del Po, in quelle che da sessant’anni sono note come le “regioni rosse”. In vista delle Regionali arriva in libreria per il Saggiatore un saggio attualissimo di Paolo Stefanini che racconta la nuova geografia politica italiana.
Uno lo chiamano “cocomero” perché dicono che fuori è verde, ma dentro è rosso. Un altro, fiero del suo passato nel Pci, è convinto di proseguire, da leghista, il lavoro del nonno partigiano. C’è chi ha il busto di Lenin in soggiorno, ma ammira molto Maroni e Bossi. E chi ha una tonaca indosso, Dio nel cuore e la tessera della Lega in tasca.
Paolo Stefanini ha battuto, provincia per provincia, gli ex feudi comunisti, dall’Emilia all’Umbria. Ha parlato con i dirigenti leghisti, si è confuso tra i militanti e gli elettori, tra le mamme orgogliose alle selezioni di miss Padania. Ha visitato le feste verdi che costellano gli Appennini, tra zucche, vino e castagne, tra stand e gazebo, strumenti primari della militanza, e ha registrato quell’humus culturale all’origine dell’irresistibile ascesa leghista. Avanti Po è la scoperta di un’Italia centrale inedita, è il racconto dei crolli improvvisi del consenso finora monolitico della sinistra, di un popolo impaurito dagli stranieri, dei sindaci indaffarati a inventarsi nuovi riti, degli attivisti che rivendicano il loro passato comunista, dei giovani che credono che il futuro sia di Bossi. In attesa delle elezioni regionali del 2010, la nuova sfida per il grande balzo del partito del Nord al Centro dell’Italia.
fonte: affariitaliani.it
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Lunedì, 8 Marzo, 2010
“Lo scrittore inglese Chesterton diceva che è il miracolo del linguaggio a permettere a un uomo non soltanto di esprimere le proprie idee, ma anche di lasciare una traccia di se stesso, della propria irripetibile individualità. Ciò non riguarda ovviamente soltanto la scrittura, ma lo «stile» di una persona, che è rivelato dai gesti, dal comportamento, dalla vita”. E’ questo il giudizio su Papa Benedetto XVI che il direttore della Sala Stampa Vaticana per antonomasia, Joaquín Navarro-Valls, registra nel suo recente libro “A passo d’uomo” edito da Mondadori.
Ventidue anni di servizio (1984 – 2006) al seguito di Giovanni Paolo II e a servizio dell’informazione istituzionale della Chiesa Cattolica sono davvero tanti. Poi, a fronte di una sua personale richiesta, giunge il momento di fare un passo indietro. Egli stesso dichiara: «Sono molto grato al Santo Padre che ha voluto accogliere la mia disponibilità, più volte manifestata, a lasciare l’incarico di Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, dopo un così lungo numero di anni. Sono consapevole di aver ricevuto in questi anni molto di più di quanto abbia potuto dare e perfino di quanto sia adesso capace di comprendere pienamente».
Joaquín Navarro-Valls trascorse appena un anno sotto il pontificato di Benedetto XVI, ma aveva compreso subito la grande caratura umana e le eccellenti doti di comunicatore dell’ex prefetto del Sant’Uffizio Joseph Ratzinger. Nel suo libro Navarro-Valls scrive: “Per Ratzinger non sono le idee a dare un volto alle persone, ma le persone a rivelarsi attraverso le idee. […] Il suo gesto elegante ed efficace è tale perché il suo stesso pensiero è così”. Senza dubbio – prosegue Joaquín Navarro-Valls – “Ratzinger ha quella strana e ammirevole forza di chi ama più stupirsi che stupire: anche per questo il suo non è un atteggiamento di tenerezza, ma di dolcezza pacata e di sottile malinconia, quasi di gracilità. Proprio come se il suo sguardo raggiungesse il distacco e l’altezza di chi cerca di vedere il fondo del cuore degli uomini”.
Papa Benedetto XVI è un uomo capace di dialogo; Egli forse ha intuito che operando una maggiore spinta a favore del dialogo ecumenico ci si possa avvicinare a quell’unità auspicata da più parti. “Chi dialoga non soffre paure; chi dialoga – asserisce Navarro-Valls – non è impressionato dal clamore o dal silenzio della folla o dalle opinioni diverse. Chi dialoga però deve saper dialogare, deve conoscere i meccanismi che muovono le opinioni e deve credere che valga la pena confrontarsi. Proprio come lo crede risolutamente Ratzinger”.
Il dialogo diventa maggiormente efficace se supportato da un servizio di informazione adeguato e capace di tenere il passo con i ritmi del Pontefice. Il ruolo e il sostegno della Sala Stampa Vaticana è fondamentale. Pensiamo ai grandi eventi che segnarono il pontificato di Giovanni Paolo II (l’incontro con Mikhail Gorbaciov, la caduta dei totalitarismi e del muro di Berlino, solo per citare due grandi esempi) e al mastodontico lavoro che la Sala Stampa Vaticana dovette affrontare in termini di pubblicazione di notizie, dichiarazioni ufficiali, rapporti diplomatici, agenzie stampa prontamente lanciate… è evidente che anche il più piccolo errore o ritardo nella comunicazione avrebbe potuto compromettere ogni cosa. In quelle ed altre mille circostanze, Joaquín Navarro-Valls era «Il Direttore», e il suo lavoro si rivelò importantissimo.
Nel libro Navarro-Valls ricorda l’incontro con Benedetto XVI due giorni dopo l’elezione a Romano Pontefice: “In quel preciso istante inconsapevolmente capii che tutto era cambiato per lui. In quel preciso istante compresi che la sua vita precedente era finita – senza però scomparire – per sempre. E oggi sono in grado di capire l’autentico significato di quella sua successiva affermazione: «Io, ma non più io». Con la consueta delicata, brillante discrezione, la sua vita personale da quel giorno ha fatto un passo indietro per lasciare spazio all’identità sacra e alla responsabilità dell’istituzione. In Ratzinger cominciava allora quel mistero che ogni Papa porta con sé; anzi che ogni Papa è”.
fonte: cogitor.altervista.org/virgolettato
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Mercoledì, 3 Marzo, 2010
La Regione Abruzzo, secondo l’Ufficio di Statistica Europeo (Eurostat), appare una regione in bilico: l’analisi demografica conferma che la struttura per età della Regione ha una tendenza generalizzata al progressivo invecchiamento della popolazione. La situazione è sicuramente preoccupante: dal 1980 al 2004 il tasso di natalità è passato dall’11,5 all’ 8,6 per mille. Questo significa che i bambini che nascono in Abruzzo sono poco più di 8 su mille, mentre le persone che muoiono sono 10,1 su mille. Nel 2004, quindi, la regione ha perso 1,5 abitanti su mille per saldo naturale (circa 2000 in meno complessivamente).
Il Piano Sociale Regionale per l’Abruzzo evidenzia il pericolo di una involuzione demografica dimostrata dal basso tasso di nascita, lieve incremento dovuto all’immigrazione, aumento dell’invecchiamento, diminuzione del tasso di attività e della forza lavoro.
Le più recenti ricerche mostrano che il tasso di natalità incide significativamente sullo sviluppo economico di un territorio: il beneficio sociale prodotto dai bambini è notevole, mentre il ristagno delle dinamiche demografiche è fonte di rallentamento economico e di improduttività. Un bambino in meno, secondo alcuni ricercatori, implica una diminuzione di circa 100.000 dollari sul Pil nell’arco di vita di una persona (Gosta Espin-Andersen, I bambini nel welfare state. Un approccio all’investimento sociale, in La Rivista delle Politiche Sociali, n. 4/2005).
La denatalità crea quindi un evidente ritardo nella sostenibilità a lungo termine dello sviluppo regionale abruzzese.
Consiglio di lettura
Fra 12 anni l’Italia avrà 10 milioni di giovani e adulti (sotto i 65 anni) in meno e 5 milioni di ultrasessantacinquenni in più.
Perché dobbiamo fare più figli? Ce lo spiega Piero Angela insieme a Lorenzo Pinna in questo lodevole ed esauriente saggio. Il crollo delle nascite sta mettendo in crisi il Nostro Paese ed anche tutto quanto l’Occidente. Volete saperne di più? Non resta che tuffarsi in una lettura ricca di contenuti, spiegazioni, risposte a insoliti quesiti. Una lettura interessantissima che cattura il lettore pagina dopo pagina, perché nasce il desiderio di saperne sempre di più.
Piero Angela è un grande giornalista, una firma eccellente. Fin dalla fine degli anni ‘70 si è dedicato interamente alla realizzazione di programmi di divulgazione scientifica. Ricordiamo: Quark, Superquark, Ulisse, programma a puntate monografiche riguardanti scoperte storiche e scientifiche. Numerosissimi i suoi programmi televisivi e altrettanto numerosi i libri pubblicati. Nel 2003 gli è stato assegnato il Premio Letterario Internazionale Il Molinello per la divulgazione scientifica.
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Lunedì, 18 Gennaio, 2010
«Come si suol dire della disgrazia per un individuo, così della catastrofe per una comunità: è nella sciagura, singola o collettiva, che si disvela la vera tempra dell’uomo. Questo adagio – nel caso specifico, relativo a una presunta identità caratteriale degli abruzzesi – trova un ampio riscontro nella realtà con lo spaventoso terremoto che colpisce la provincia dell’Aquila il 6 aprile 2009. È quanto di solito accade di fronte a ogni analoga sventura. Ma è difficile assistere a un’esplosione di stereotipi identitari altrettanto enfatica e insistita come in tale circostanza».
Mai prima del 6 aprile 2009 l’Abruzzo aveva conosciuto tanta notorietà internazionale: potenza non solo distruttiva di un terremoto. Ma qual è l’immagine dell’Abruzzo rimbalzata da un capo all’altro della terra, nei giorni e nelle settimane seguiti al sisma? Quali le trame narrative – il discorso pubblico – che vi hanno intessuto sopra il potere e l’informazione? Raramente, secondo lo storico abruzzese Costantino Felice, si è assistito a un’esplosione di stereotipi identitari così enfatica e insistita. Lo slogan di un «Abruzzo forte e gentile» è stato quello più supinamente reiterato e condiviso, ma anche l’immagine del pastore dannunziano e del cafone siloniano hanno fatto la loro parte. Nel corso dei secoli, infatti, la presenza di una natura particolarmente aspra e ostile ha indotto a declinare la storia dell’Abruzzo, e del Sud Italia in genere, in base ai difficili processi d’interazione tra uomo e ambiente. Ma in che misura l’imponente geografia dei luoghi e le dinamiche economico-sociali che ne sono derivate hanno forgiato il carattere degli abitanti, condizionandone scelte e comportamenti? Se ne può desumere una peculiare identità regionale? Con l’occasione del terremoto, Felice ripercorre criticamente, con sintesi d’impianto storico rapide ma meditate, le principali tappe del lungo e tormentato dibattito intorno a un nodo cruciale: i presunti tratti identitari di una comunità quale retaggio dei quadri ambientali e delle sedimentazioni culturali. E lo fa con un approccio interdisciplinare che, evidenziando la complessità e le insidie di proiezioni idealtipiche maturate per lo più sui terreni dell’arte e del folklore, mette a nudo banalizzazioni e luoghi comuni.
Costantino Felice
Le trappole dell’ identità
L’Abruzzo, le catastrofi, l’Italia di oggi
Donzelli, 2010, pp. XII-196, € 16,50
Costantino Felice insegna Storia economica all’Università di Chieti e Pescara. Studioso di storia del Mezzogiorno, ha curato il volume L’Abruzzo della collana Storia d’Italia (Einaudi, 2000); è autore, fra l’altro, di Dal borgo al mondo (Laterza, 2001) e, per i tipi della Donzelli, di Verde a Mezzogiorno. L’agricoltura abruzzese dall’Unità a oggi (2007) e Il Mezzogiorno operoso. Storia dell’industria in Abruzzo (2008).
tratto da: donzelli.it
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Mercoledì, 25 Novembre, 2009

«I giudici devono essere leoni, ma leoni sotto il trono», scriveva Francis Bacon quattro secoli fa. Il rapporto fra politica e giustizia resta difficile ancora oggi. Il trono ambisce a schiacciare i leoni. I leoni manifestano una certa propensione a sedersi sul trono. Solo una solida, laica coscienza istituzionale può garantire il raggiungimento di un equilibrio democratico.
Qual è oggi il ruolo dei giudici nella società e nello Stato? La perdita di credibilità della politica e l’indebolimento dei valori morali hanno portato la sfera di influenza del diritto a espandersi a dismisura. La politica guarda con sospetto l’intraprendenza della magistratura, mentre i cittadini incoraggiano i giudici che colpiscono i politici, almeno finché non vedono toccati i propri interessi. Come evitare il conflitto permanente e garantire invece un ragionevole equilibrio tra politica e giustizia?
Contestare il fondamento stesso di indagini che possano delegittimare gli eletti dal popolo è sbagliato, ma alla magistratura si richiede una nuova responsabilità. Ai valori di uguaglianza e promozione sociale, che hanno portato nel tempo dall’età della legge all’età dell’interpretazione della legge, è opportuno affiancare i valori di unità e responsabilità, privilegiando nel quotidiano esercizio della propria funzione la certezza del diritto e della sua interpretazione. Non c’è altro modo per evitare il conflitto permanente con la politica e il rischio di delegittimazione della stessa magistratura.
fonte: LUCIANO VIOLANTE, Magistrati, 2009, Vele, pp. VI - 192
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Mercoledì, 18 Novembre, 2009

di Alfredo Mendiz*
(…) Merton è nato a Prades, nella “Catalogna Nord” (in Francia, ma a ridosso dei Pirenei catalani), nel 1915. Ha pubblicato La montagna dalle sette balze, libro autobiografico dal titolo significativamente dantesco, nel 1948, sette anni dopo il suo ingresso in un monastero trappista del Kentucky. Perciò nelle vecchie edizioni c’era in copertina un trappista. Nell’ultima invece (Garzanti, 2006) è raffigurata una distesa infinita di montagne.
Il racconto è quello di uno spirito assetato di senso che si dibatte tra l’Europa e l’America, tra la miseria e il benessere, tra l’idealismo e i cedimenti. Nel 1938, Merton approderà alla fede cattolica nel New York dell’Università di Columbia, delle riviste letterarie e delle attrici di Broadway. Pochi mesi dopo, un amico ebreo (soltanto alcuni anni più tardi diventerà cattolico) lo spinge involontariamente alla trappa, quando un giorno gli spiega che non gli piacciono i cattolici come lui, che vogliono essere “buoni cattolici” ma non sanno cosa sia un buon cattolico. “Avresti dovuto dire che vuoi essere un santo”, gli fa lapidariamente l’amico, a conclusione del suo discorso.
Questa la storia, ridotta al succo. Ma Merton è uno dei grandi poeti americani del Novecento, e La montagna dalle sette balze, come altri suoi libri meno conosciuti (di poesia e di spiritualità, soprattutto), è avvincente forse più per il suo valore letterario che per i suoi contenuti religiosi, pur essendo questi, almeno per me, davvero seducenti.
Un banale incidente domestico troncherà la vita di Merton nel 1968 a Bangkok, dove partecipava a un congresso sul monachesimo. Pochi anni prima, una infermiera conosciuta durante un ricovero in ospedale aveva travolto il suo cuore come ai tempi dell’adolescenza. Il rapporto con lei, non intimo ma comunque incompatibile con la sua scelta di vita, ha avuto un lieto fine, per così dire: il lieto fine che il suo abate ha forzato quando, dopo vari tentativi vani di dissuasione, gli ha detto determinatamente di non sentire più quella donna. Con questa aggiunta: “Non è un consiglio, è un ordine”. E Merton, che naturalmente era stato cresimato e quindi era “soldato” di Cristo, ha obbedito.
Questo, comunque, La montagna dalle sette balze, che è anteriore, non lo racconta.
*http://buenoslibrosnosdedios.blogspot.com/
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »
Giovedì, 3 Settembre, 2009
Pubblicato in Libri | Nessun Commento »