Archivio di Gennaio, 2011

Giancarlo Elia Valori rivalorizza Ben Gurion

Giovedì, 27 Gennaio, 2011

”La nuova politica degli Stati non permette più la separazione tradizionale tra brevi decisioni e decisioni a lungo termine”. Elia Valori prospetta un indebolimento della politica ”non in senso assoluto, ma si indeboliranno i vecchi sistemi intermedi, le regioni, le macroaree, alcune nazioni. Mentre si rafforzeranno i grandi sistemi di interrelazioni globali e contemporaneamente le piccole organizzazioni”. In particolare sarà la ”politica della rappresentanza a produrre meno decisioni e si integrerà maggiormente con le reti di serbatoi di pensiero, dei centri di ricerca e delle lobby che sono meglio organizzati”.

Intervista con il Presidente di R.ETE. Imprese Italia Giorgio Guerrini

Giovedì, 27 Gennaio, 2011

Italia degli Innovatori

Domenica, 23 Gennaio, 2011

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di Davide Giacalone 

Il gigante cinese ci guarda, ci brama, avverte sul suo enorme corpo problemi che riteneva solo nostri. Noi reagiamo in modo contraddittorio: qualche volta ci sforziamo di non guardarlo, qualche altra ci viene la tremarella, oppure favoleggiamo d’opportunità che non conosciamo. In realtà la Cina è uno di quei terreni in cui l’Italia può veder crescere il meglio di sé, ma dove si misura anche la capacità dei nostri governi. Lo Stato può fare molto per favorire la crescita della nostra ricchezza nazionale, in un’epoca in cui si deve far calare la spesa pubblica.

I cinesi sanno benissimo che l’Italia ha preziose risorse tecnologiche, ma molti sono convinti che il loro mercato sia appetibile solo per i grandi marchi del Made in Italy, cui si rivolge l’attenzione dei nuovi ricchi e il desiderio di tutti gli altri. Loro scoprono la necessità di risparmiare energia, di vivere in città più pulite, di arricchire le fabbriche con un design che dia personalità ai prodotti, ma molti di noi li considerano solo ciabattari e contraffattori di marchi. Molti sono convinti che il modello cinese si basa tutto sul basso costo del lavoro, loro, invece, non solo puntano a far salire (significativamente) i salari, ma hanno montagne di quattrini da investire e fame di tecnologia sofisticata. In queste condizioni la Cina è il mercato ideale non solo per i pezzi grossi del nostro mercato, ma anche, e direi principalmente, per l’enorme vivaio della nostra piccola e media impresa, fin qui capace di navigare i mari aperti grazie all’innovazione, all’inventiva e all’adattabilità. Non è vero che la Cina può essere penetrata solo dai colossi, ma è vero che i più piccoli non possono andare allo sbaraglio.

Lo Stato può fare molto e in questo senso si muove la rinnovata iniziativa “L’Italia degli innovatori”. Selezionare idee e prodotti da portare lontano, avendo prima selezionato interlocutori istituzionali e industriali, quindi canali privilegiati per entrare in quel mercato. In pratica: azzerare i costi necessari alla partenza per concentrarsi su quel che si può fare. Lo Stato non sovvenziona nessuno, ma fa il suo mestiere di difensore degli interessi nazionali, e le imprese affrontano il rischio senza il sovrappiù del costo fisso prima di partire.

Leggendo il China Daily si resta con un sorriso amaro: lo sviluppo rallenta. Si dicono preoccupati. Secondo la Banca Mondiale cresceranno, nel 2011, “solo” dell’8,7%. Il 2010 lo chiudono con un più 10%. Per tre anni lo hanno abbondantemente superato. Per due sfiorato. Fare un giro delle loro aziende è istruttivo: in dieci anni sono passati dal monopattino all’aeroplano. Questa è, per i nostri imprenditori, un’opportunità da cogliere, perché le nostre competenze si situano dentro la loro catena del valore. Vale per molti settori: dalla meccanica alla telematica, dal vino alla grafica. Praticamente tutto. Il governo tedesco fa avanti e indietro diverse volte l’anno, da anni. Mettiamoci al lavoro, senza chiacchiere, anche noi. Sappiamo farlo, lo abbiamo dimostrato.

In quanto ai diritti umani, capitolo irrinunciabile, meglio essere chiari: la Cina non è una democrazia perfetta (ammesso che esistano) o imperfetta, non lo è. Nelle grandi città però, gli stessi che andavano a scuola e la mattina s’inchinavano davanti al busto di Mao ora puntano ai soldi e ai consumi. Attorno alla sede dove fu fondato il partito comunista si balla e si canta, seguendo la musica occidentale, come si mangia alla cucina di tutto il mondo. L’occidentalizzazione è così impetuosa che le ragazze cercano di non sembrare cinesi. Certo, non è lo sbarco di Toqueville, ma è un miliardo di volte meglio del regime maoista. Abbiamo il dovere di non abbassare la guardia, ma anche di capire quel che succede. E a che velocità.

Si può stare dentro questo processo, cogliendone le opportunità e influenzandone lo spirito (e si può farlo, con “L’Italia degli innovatori”). Oppure ci si può rifiutare, non riuscendo a capire attraverso quale strada i cinesi siano passati dagli opifici del pratese al divenire clienti in Via Condotti o in Via Montenapoleone.

fonte: davidegiacalone.it

Enel, EdF (Francia) e Ansaldo Energia (Finmeccanica) firmano un importante memorandum per lo sviluppo del nucleare in Italia

Domenica, 16 Gennaio, 2011

enel_fulvio_conti_03.jpg- L’obiettivo è valorizzare il ruolo dell’industria italiana nella realizzazione delle nuove centrali nucleari in programma nel nostro Paese.
- L’accordo di cooperazione potrà estendersi ai progetti EPR a livello internazionale.

guarguaglini.bmpParigi, 9 aprile 2010 – Grazie all’impegno di Fulvio Conti (nella foto sopra), amministratore delegato e direttore generale di Enel, di Henri Proglio, presidente e amministratore delegato di Edf e di Pier Francesco Guarguaglini (nella foto a lato) presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, oggi a Parigi, in occasione del Quinto foro di dialogo italo-francese, presieduto dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi e dal presidente francese Nicolas Sarkozy, Enel, Edf e le società di Finmeccanica, Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare (Ansaldo lascia la precedente alleata americana Westinghouse,ndr), hanno firmato un importante Memorandum of Understanding.

Obiettivo dell’accordo è la definizione delle aree di potenziale cooperazione tra Enel-Edf e Ansaldo Energia, che controlla al 100% Ansaldo Nucleare, nell’ambito dello sviluppo e della costruzione di almeno quattro Unità nucleari con tecnologia EPR (Evolutionary Pressurised Reactor) – Areva che Enel ed Edf intendono realizzare in Italia. Enel ed Edf avranno il ruolo di investitori e di Architect Engineer, ovvero avranno la responsabilità complessiva del progetto e della gestione, realizzazione e del commissioning degli impianti. Le due società beneficeranno dell’esperienza di Ansaldo negli studi, nella progettazione e nelle attività di commissioning dei sistemi nucleari, e nel supporto alle attività di licensing.

Ansaldo Energia inoltre potrà partecipare alle gare per l’assegnazione dei contratti di fornitura e montaggio di apparecchiature e di sistemi ingegnerizzati (packages) previa qualifica da parte di Enel ed Edf.

L’accordo, che ha una durata minima di 5 anni, valorizza le esistenti competenze di Ansaldo Energia nel settore nucleare e definisce delle prospettive ulteriori di crescita dell’Azienda in questo settore, correlate con il piano di realizzazione degli impianti di Enel e Edf in Italia.

Finmeccanica, come previsto dall’accordo, si impegna a sostenere Ansaldo Energia nel processo di qualificazione e sviluppo delle attività, attraverso i necessari investimenti sia in termini di linee di produzione, sia di risorse umane.

L’accordo e le relative attività di qualificazione consentiranno inoltre ad Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare di partecipare, previo processo di qualifica da parte di Enel ed Edf, alle gare per le attività di ingegneria e di fornitura dei numerosi progetti EPR di EdF all’estero.
Questo importante accordo è un primo passo concreto volto a massimizzare il coinvolgimento dell’industria nazionale nella realizzazione degli impianti nucleari che Enel ed Edf intendono realizzare in Italia.

La rinascita del nucleare è un fenomeno di livello mondiale: attualmente vi sono, infatti, ben 55 nuovi impianti nucleari in fase di realizzazione in 14 diversi Paesi basati su diverse tecnologie; queste nuove Centrali aggiungeranno più di 50.000 MW all’esistente parco di generazione nucleare. Numerosi altri progetti sono inoltre in fase di sviluppo.

fonte: ufficio stampa Enel

Sanità e Regioni

Domenica, 9 Gennaio, 2011

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