Archivio di Ottobre, 2012

Per le PMI meglio il compromesso - con un procedimento di mediazione rapido e a costi contenuti - piuttosto che rischiare la perdita secca. E dover pagare pure le spese legali. Dopo molti anni.

Lunedì, 29 Ottobre, 2012

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Una ricerca promossa dalla Camera Arbitrale di Roma e realizzata dal Censis “La mediazione per il Sistema delle Imprese - Efficacia e prospettive della Mediazione nella Provincia di Roma” condotta su un campione di 370 aziende sui temi delle controversie e dei relativi strumenti di risoluzione dimostra che “la mediazione si configura, oggi più che mai, come uno strumento al servizio delle imprese, operando secondo dei principi di celerità, di costi contenuti e di professionalità, che rispondono quindi a dei criteri che le aziende fanno propri, generalmente, per affrontare qualsiasi aspetto gestionale”.

Nella foto, l’avvocato-imprenditore Giovanni Giangreco Marotta, presidente dell’Organismo di mediazione “Primavera Forense” di Roma, uno delle centinaia di organismi riconosciuti dal Ministero della Giustizia.

“Ben noti sono i dati sull’eccessiva durata dei processi civili e sull’insostenibilità dei costi diretti e indiretti che gravano sulle parti in causa, data la bassa qualità del servizio reso”.

“Colpiscono in particolare quattro dati:

a) a metà del 2011 il numero di cause civili pendenti in Italia è risultato pari a 5,5 milioni, quasi 5.000 cause pendenti ogni 100.000 residenti, un valore considerevolmente più alto di quanto si registra nei principali paesi europei ed in quelli industrializzati;

b) i giorni necessari per la soluzione di una disputa commerciale sono 1.210, il valore più alto nelle classifiche mondiali ed a notevole distanza da tutti gli altri Paesi considerati;

c) il numero di passaggi procedurali legati ad una controversia commerciale dinanzi ad un giudice ordinario sono 41, uno dei valori più alti al mondo, a grande distanza di ciò che avviene negli altri Paesi europei;

d) il costo processuale medio di una controversia commerciale in Italia è stimato pari quasi al 30% del valore della stessa controversia, anche in questo caso tra i valori più alti in Europa e tra i Paesi industrializzati”.

Interesse nazionale

Venerdì, 26 Ottobre, 2012

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