Archivio di Maggio, 2008

L’informazione è potere

Lunedì, 26 Maggio, 2008

Un’interessante intervista di Giovanni Minoli a Ermanno Bocchini, docente di Diritto dell’informazione alla LUISS sul REGISTRO DELLE IMPRESE di Infocamere

D’Amico: “La lobby più che mai può aiutare la piccola impresa”

Lunedì, 26 Maggio, 2008

Romolo Bugaro

Venerdì, 23 Maggio, 2008

romolo_bugaro.jpgRomolo Bugaro è nato nel 1962 a Padova. Ha studiato Giurisprudenza e Scienze politiche. È avvocato. Ha scritto Indianapolis(Ancona, Transeuropa, 1993), La buona e brava gente della nazione (Baldini & Castoldi, Milano 1998), Il venditore di libri usati di fantascienza (Milano, Rizzoli, 2000), Dalla parte del fuoco (Milano, Rizzoli, 2003), Il labirinto delle passioni perdute (Milano, Rizzoli, 2006). Ha inoltre pubblicato racconti in Belli e perversi (Transeuropa, 1987) Autobus magico (Transeuropa, Ancona 1988), Fosfori. 17 racconti di autori italiani contemporanei (Nardi, Firenze 1992), Sconfinare. Il nord-est che non c’è (Ravenna, Fernandel, 1999).

Luca Eleuteri

Venerdì, 23 Maggio, 2008

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Socio fondatore di “Casaleggio & Associati”, laureato nel 1996 in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano. Continua a formarsi in organizzazione aziendale e management presso l’Università di Darden in Virginia. Dopo una prima esperienza nel campo dei servizi con diversi incarichi di gestione, si specializza in comunicazione e modelli di relazione attraverso la Rete.

Edoardo Salzano

Venerdì, 23 Maggio, 2008

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Edoardo Salzano (per l’anagrafe Eduardo, per gli amici Eddy) di professione è urbanista. Laureato in ingegneria civile edile a Roma. Professore ordinario (fuori ruolo) di urbanistica del Dipartimento di pianificazione dell’Università IUAV di Venezia, è stato presidente di corso di laurea e preside della facoltà di Pianificazione del territorio.

Consulente di amministrazioni pubbliche per la pianificazione territoriale e urbanistica (a Giulianova, Grosseto, Duino Aurisina, Carpi, Imola, Lazio, Emilia-Romagna, Salerno, Foggia, Sesto Fiorentino, Sardegna).

Pubblicista, ha scritto saggi e diretto pubblicazioni specializzate.

Nato a Napoli nel 1930, ha vissuto a lungo a Roma e dal 1975 abita a Venezia. In entrambe le città è stato amministratore pubblico: consigliere comunale a Roma, consigliere e assessore comunale, e poi consigliere regionale, a Venezia e nel Veneto.

Tratto da: Eddyburg

E-commerce in Italia: una crescita col freno a mano

Venerdì, 23 Maggio, 2008

tratto da: casaleggio.it

Stefano Lucchini

Giovedì, 22 Maggio, 2008

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Nato a Roma il 21 giugno 1962, si è laureato in Economia e Commercio alla Luiss con una tesi in indirizzo Finanza. Dal luglio 2002 è direttore Relazioni esterne di Banca Intesa con responsabilità su immagine, identità strategica, marketing communication, eventi, investor relations, ufficio stampa, rating e analisi. In precedenza ha ricoperto l’incarico di direttore comunicazione gruppo Enel, di cui è stato anche capo ufficio stampa. E’ stato direttore Relazioni esterne di Confindustria durante la presidenza di Antonio D’Amato e la direzione generale di Stefano Parisi. Ha lavorato nel gruppo Ferruzzi Montedison, dove è stato direttore Corporate communication del gruppo Ferruzzi Montedison in Usa e successivamente vice direttore Ufficio stampa del gruppo. Per Montedison si è occupato della quotazione di Ferruzzi Finanziaria, Enimont, dell’operazione Fondiaria e della fusione Ferruzzi Agricola Finanziaria/Montedison-Eridania Beghin-Say. Per il gruppo Montedison è stato direttore Relazioni con investitori del gruppo Ferruzzi-Montedison. Nel 1987 è stato assistente parlamentare del presidente della Commissione Energy and Commerce della Us House of representatives, Mr JD Dingell (D. Michigan). Commissione che, tra le altre, ha giurisdizione sui mercati finanziari, Sec, Nyse, Insider trading, Energia, Commercio, Trasporti. E’ stato il primo cittadino non americano ammesso a collaborare con una commissione parlamentare. Nel 1985 e 1986 è stato assistente parlamentare presso la Commissione finanza della Camera dei deputati per la preparazione di testi legislativi. Ha insegnato nelle università di Washington, New York, Milano, Fontainbleaau e L’Aquila. Attualmente è responsabile Relazioni esterne del gruppo Eni.

Sesta Giornata dell’Economia in Abruzzo

Mercoledì, 21 Maggio, 2008

Da circa dieci anni la crescita economica dell’Abruzzo è bassa, la produttività cresce in misura modesta, il reddito pro capite ristagna.
Il confronto internazionale su alcuni degli indicatori economici più significativi fa emergere con ancora più enfasi la portata di questo rallentamento. Esso è riconducibile principalmente al divario infrastrutturale, all’inadeguatezza del capitale umano, all’indebolimento del tessuto imprenditoriale.
Le informazioni disponibili, senza minimizzare quanto di irrisolto resta in ciascuno di questi ambiti, consentono di rilevare in essi la presenza di segnali positivi e, forse, la maturazione presso le istituzioni locali di una maggiore consapevolezza circa il loro ruolo strategico.
Nell’ambito della propria attività, il CRESA ha predisposto un report in cui vengono analizzati gli indicatori economici più significativi inquadrando i dati relativi all’Abruzzo nel più ampio scenario economico nazionale e internazionale. Inoltre, in occasione della SESTA GIORNATA DELL’ECONOMIA sono stati resi disponibili i dati diffusi da Unioncamere per la regione Abruzzo riorganizzati per singole aree tematiche.
 

Tratto da: www.cresa.it
 

Lobbying, fattore chiave di sviluppo delle imprese abruzzesi nel capitalismo di relazione

Mercoledì, 21 Maggio, 2008


 

L’imprenditore è un accumulatore. Una persona in grado di accumulare tre tipi di risorse: tecnologiche, organizzative e finanziarie.
In un territorio, un’imprenditorialità che funziona è costituita da persone che incarnano e diffondono una mentalità orientata ad accumulare esclusivamente e contemporaneamente queste tre risorse. Tutto il resto – soprattutto la volontà di potenza economica allo stato grezzo - è inutile e dannoso.
Due imprese che operano nello stesso business, a parità di risorse tecnologiche e finanziarie, possono avere una, risultati positivi e l’altra, negativi. Perché? Il punto di forza della prima impresa sono le conoscenze organizzative, le competenze per governare le relazioni interne ed esterne, la sua capacità di fare lobbying, di lavorare con le teste delle persone dentro e fuori l’azienda.
Da oltre dieci anni, nella mia attività, riscontro che l’impresa che ha risultati negativi, nonostante la disponibilità di risorse finanziarie e tecnologiche, li ha per un deficit di conoscenze e capacità organizzative e di relazioni. Sono imprese dalla mentalità chiusa: faticano a lavorare con le persone interne (dipendenti, collaboratori) ed esterne (clienti, fornitori, consulenti, pubblica amministrazione, sindacati, associazioni di difesa dei consumatori e dell’ambiente, poteri politici, finanziari, elité influenti, fondazioni, mezzi di comunicazione).
In Italia, il Governo ha recentemente approvato un disegno di legge (DDL Santagata) che riconosce il diritto ad esercitare la lobbying. Il provvedimento disciplina il rapporto, improntato alla massima trasparenza, tra i gruppi di pressione e i decisori pubblici. Presso il CNEL è istituito un apposito Registro pubblico dei rappresentanti di interessi particolari.
L’Abruzzo si caratterizza per essere costituito da comunità separate (la Costituzione Italiana lo vuole plurale, gli Abruzzi) le quali ancora non sono in grado di elaborare un discorso comune che scaturisce da una piena autocoscienza dei limiti intrinseci alla regione che non favoriscono lo sviluppo delle imprese: l’incapacità a cooperare, la cultura della mezzadria (il mezzadro produce ricchezza lavorando come un solista che non sa “suonare” in un’orchestra; l’imprenditore che assorbe questa cultura dal DNA della generazione che lo precede, si comporta come “solista” e non riesce a capire che il suo vero punto di forza è crearsi gruppi equilibrati di collaboratori capaci di stimolarsi e compensarsi a vicenda), l’alto tasso di invecchiamento della popolazione residente (una delle sfide è quella di attirare giovani competenti da altre regioni con pratiche di selezione efficaci come il colloquio di gruppo, dove si chiede a cinque o sei persone di parlare di un argomento qualsiasi per notare subito quali di loro hanno il carattere giusto, perché se non si riesce a parlare con una persona come ci si può lavorare insieme?) e il forte grado di dipendenza erariale: in confronto alla Lombardia (1,4 per cento), in Abruzzo contributi e trasferimenti statali sono il 24,9 per cento dell’entrata corrente! (Cfr. “L’economia della Provincia”, Censis-UPI, 2007).
Proprio in un contesto del genere, può fare la differenza per un’impresa possedere risorse organizzative e consulenza di lobbying ed essere in grado di gestire questo tipo di risorse con la tecnologia informatica. Anche aziende di piccole dimensioni ma di mentalità aperta, hanno risolto problemi molto grandi con la capacità di gestire e non subire il cambiamento.
Gli imprenditori in gamba possiedono sempre due requisiti: intelligenza, intesa come capacità di adattamento, di capire con umiltà cosa fare per prendere in tempo buone direzioni-decisioni (e capire, anche, quando è necessario arrivare a separare la proprietà dalla gestione), e carattere inteso come coraggio, forza, will, dicono gli inglesi. Questo genere di persone di solito intuisce con immediatezza l’utilità delle pratiche di lobbying, sia dentro che fuori l’impresa.
Ma che cosa ottiene il lobbista con il suo lavoro? Dentro l’azienda è un facilitatore del coordinamento e dell’organizzazione interna: lavora sulle teste delle persone e sulle loro relazioni di comunicazione-condivisione. Nell’ambiente esterno alle imprese, lavora per ottenere decisioni del potere pubblico locale, nazionale o sovranazionale (Bruxelles), o di altri poteri, consone agli interessi leciti delle aziende che ricorrono alla sua consulenza.
Il simbolo migliore di questo lavoro è – secondo me - il jazz, i cui artisti, poiché godono di intuito speculativo, sanno rendere unica ed irripetibile ogni performance.

Pubblicato sul quotidiano IL CENTRO il 10/12/07

Regione Abruzzo: approvato il Piano Sanitario Regionale

Mercoledì, 21 Maggio, 2008

 Approvato dall’Esecutivo lo strumento di programmazione sanitaria. L’attesa durava da dieci anni.

E’ un “work in progress” che, iniziato due anni e mezzo fa, non ha mai perso di vista il duplice obiettivo di tutelare la salute e centrare ogni programma sul cittadino prima, durante e dopo la malattia. Un impegno personale dell’assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, e di tutto l’esecutivo reso ancora più difficoltoso dai tempi stringenti imposti da un piano di rientro che non ammette deroghe e dall’assenza di riferimenti normativi di settore che hanno di fatto inchiodato la sanità abruzzese a un modello anacronistico e molto dispendioso.

L’approvazione del Piano sanitario regionale, dopo dieci anni di attesa, rappresenta una tappa fondamentale di questo percorso perché compendia l’impegno profuso dall’Assessorato, dall’Agenzia sanitaria, dalla V Commissione consiliare e da tutti i professionisti che si sono spesi nel raggiungimento di questo ambizioso traguardo che proietta nel futuro, concretizzandolo, un nuovo modo “di fare salute”. La logica di fondo è quella di potenziare e diversificare l’offerta sanitaria territoriale tramite la riprogettazione del sistema distrettuale, la riarticolazione del sistema delle cure primarie e il potenziamento dell’assistenza domiciliare nonchè della residenzialità e semiresidenzialità per anziani e persone non autosufficienti. L’appropriatezza di utilizzo dei diversi regimi assistenziali e dell’accesso alle prestazioni sarà garantita dall’unità di valutazione multidimensionale, mentre l’istituzione di punti unici di accesso consentirà una concreta integrazione socio sanitaria al paziente che, tra l’altro, potrà evitare penose peregrinazioni da una struttura all’altra. Anche la rete ospedaliera ne esce riorganizzata e potenziata: non più un presidio che compensa le carenze del territorio, ma il luogo elettivo dell’emergenza-urgenza, della gestione delle acuzie, della concentrazione delle professionalità di livello specialistico più alto, delle alte tecnologie e, soprattutto, dell’attivazione dei regimi assistenziali più innovativi come il “day hospital”, il “day surgery” e il “day service”. Il tutto nell’ottica della continuità assistenziale garantita al paziente anche attraverso la deposizione di “reti” assistenziali che integrano professionisti, approcci clinici e risorse.

Il Psr rappresenta la sintesi e il culmine di un percorso che decolla il 1° gennaio 2006 con l’istituzione dell’Agenzia Sanitaria Regionale (una “tecnostruttura” che concorre, a livello centrale regionale, alla pianificazione e programmazione strategica sanitaria), prosegue ininterrottamente e, in appena due anni, porta all’emanazione di leggi capaci di regolamentare un settore che aveva fatto dell’anarchia la sua parola d’ordine. La L.R 20/2006 regolamenta il ricovero ospedaliero introducendo il concetto di appropriatezza; vengono stabilite  specifiche modalità di erogazione di assistenza allargate anche a nuovi regimi di ricovero come il day hospital, il day surgery e il day service. Di fatto è una legge propedeutica a quella immediatamente successiva, la L.R. 32/2007 (Norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private) che dopo una “vacatio” di dieci anni supera la lunga fase degli accreditamenti provvisori per consentire una programmazione sanitaria che prima si confronta con i reali bisogni della popolazione e poi acquista dal privato accreditato ciò di cui il sistema ha realmente necessità per integrare efficacemente l’offerta delle strutture socio-sanitarie pubbliche. E alla rete ospedaliera si riferisce anche la L.R. 6/2007 che, in linea con il DPCM del 29/11/2001, fissa a 5.850 il numero dei posti letto complessivi: l’offerta è suddivisa in 3.5 (per ogni 1000 abitanti) da destinare agli acuti e 1 (per ogni 1000 abitanti)  alla lungodegenza e alla riabilitazione. 

Un intervento coerente con il Piano di Risanamento 2007/2009, sottoscritto con i Ministeri della Sanità e dell’Economia che hanno infatti individuato nell’alto tasso di ospedalizzazione  e nell’eccessivo numero di pl per acuti, una delle cause del disavanzo della spesa sanitaria accumulato negli ultimi anni. Un debito pari a un miliardo di euro (al 31 dicembre 2005) che ha reso necessaria un’attenta politica di contenimento delle spese i cui risultati sono già decisamente incoraggianti: sono state superate, con il recupero di 800 milioni, due verifiche del  tavolo di monitoraggio interministeriale e, con l’approvazione del Piano sanitario regionale, si aprirà l’accesso ad altre risorse che consentiranno l’azzeramento dell’intero debito. Un percorso seguito attentamente dal Governo che, in più di una occasione, ha indicato l’Abruzzo come “modello da seguire” fra le sette regioni convocate al tavolo tecnico.

Per la prima volta nella storia della sanità abruzzese, abbiamo registrato una spesa farmaceutica territoriale al di sotto del 13% del fondo sanitario regionale grazie a un’attenta e innovativa politica del farmaco che ha promosso gli equivalenti e l’appropriatezza nell’uso dei medicinali, ha incentivato la distribuzione diretta degli stessi e potenziato il monitoraggio intensivo.

Coerenti con la manovra di contenimento della spesa sono anche i 17 interventi di riqualificazione dei presidi sanitari approvati dal nucleo di valutazione del Ministero della salute nell’ambito dell’accordo di programma per il settore investimenti: l’importo complessivo, pari  a 78.951.357.94 euro, di cui 67.503.411,03 a carico dello Stato, sarà utilizzato per riqualificare gli stabilimenti ospedalieri delle sei Asl, per acquistare arredi e attrezzature, nonché per mettere a norma le strutture territoriali e adeguare le RSA. All’edilizia sanitaria è stata destinata anche la somma di 27.440.341,26, di cui 23.461.491,78 a carico dello Stato, prevista dall’accordo stralcio del 2004.

Si è voluto modificare anche il rapporto con il privato accreditato. Non più un soggetto che governa autonomamente la propria offerta assistenziale, ma un ente gestore fortemente integrato con il settore pubblico nell’ottica di una collaborazione basata su rapporti contrattuali che fissano quantità e qualità dei servizi da acquistare, all’interno di regole trasparenti, e soprattutto verificabili. Per questo alla fine del 2007, scadenza naturale dei contratti stipulati nel 2005 dal privato accreditato con il governo regionale, la spesa sanitaria è tornata ai livelli del 2000. Il  tetto di spesa 2008, relativo alle attività acquistate dalla Regione dalle case di cura, prevede la richiesta di circa 38mila prestazioni a fronte delle 60 mila erogate annualmente fino al 2007. Un taglio di 22mila ricoveri che ha determinato una contrazione di budget notevole: da 134 milioni di euro a 101. Non meno evidente la decurtazione ai tetti di spesa relativi alla riabilitazione ex art. 26 (che da 96 passa a 76 milioni) e alla specialistica ambulatoriale che da 29 euromilioni arriva a 25. 
Testo di Daniela Burgassi - Tratto da http://sanitab.regione.abruzzo.it
 

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