Archivio di Ottobre, 2021

International Classification of Functioning, Disability and Health

Mercoledì, 20 Ottobre, 2021

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Con ICF - Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (in inglese International Classification of Functioning, Disability and Health), l’OMS ha voluto proporre una visione olistica e multifattoriale, successivamente ribadita con la “Convenzione ONU per i diritti delle persone fragili”, in cui il concetto di fragilità cessa di essere attributo della persona diventando invece la conseguenza dell’impatto con un ambiente sfavorevole. Da una visione organicista e medicalizzata, essenzialmente vista come la conseguenza di una malattia, vengono ad essere analogamente considerati i fattori contestuali, sia personali che ambientali. Ciò ha fatto sì che il progetto di vita diventasse non tanto la conseguenza di una normalizzazione della condizione di salute, quanto la realizzazione di un design inclusivo, ergonomico e multifattoriale. ICF è un sistema di classificazione e come tale non può essere utilizzato come strumento di valutazione né tantomeno di misura.

Allo stesso tempo ICF è diventato uno strumento importante per definire un “linguaggio universale” nella definizione dei “progetti di vita” delle Persone fragili, non soltanto come sistema di classificazione multifattoriale, ma anche come risorsa indispensabile nello sviluppo di strumenti ICT a supporto della fragilità. In particolare, l’OMS ha identifi cato uno schema funzionale (Figura 1) nella definizione di Health Information Systems e Health IT (health information technology), in cui ICF è considerato un elemento strategico.

Pertanto, è possibile definire uno strumento operativo di valutazione del funzionamento di una persona fragile per integrare, con strumenti basati su ICT, la definizione e la ridefinizione del suo progetto di vita attraverso il miglioramento degli indicatori individuati dall’ICF e dagli altri strumenti in uso nella pratica clinica, riabilitativa ed assistenziale.

fonte: ASSD | Associazione Scientifica per la Sanità Digitale 

Cronicità, multipatologia e diseguaglianze sociali tratto dall’Osservatorio ARNO del Cineca

Martedì, 19 Ottobre, 2021

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La popolazione over 65 anni rappresenta il 23,6 % della popolazione ma assorbe, proprio per la sua complessità, il 55,4% della spesa sanitaria. In Italia, per la prima volta negli ultimi decenni si è assistito ad un calo demografico della popolazione residente, soprattutto per effetto del ridotto numero di nascite. Per contro, sono aumentati i cittadini over 65 anni e soprattutto i “grandi anziani” (over85 anni). Negli ultimi 15 anni si è avuto infatti un aumento del 7% dell’età media della popolazione residente in Italia ed un aumento del 25% nell’indice di vecchiaia.

Un importante indicatore per valutare lo stato di salute di una popolazione è la diffusione delle patologie croniche, soprattutto in un contesto, come quello italiano, caratterizzato da un elevato invecchiamento della popolazione e la cronicità aumenta fortemente con l’aumentare dell’età. 

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Le comorbilità nella popolazione aumentano con l’aumentare dell’età. Come si evince da questo grafico, negli over 65 anni il 44% di pazienti ha la presenza contemporanea di 4 o più patologie croniche.

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fonte:  Libro bianco: La Sanità italiana dopo l’emergenza Coronavirus La proposta dell’Associazione Scientifica Sanità Digitale ASSD - ASSD

Pnrr. Pronta la proposta di riparto alle Regioni degli oltre 8 miliardi per la sanità

Martedì, 19 Ottobre, 2021

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8 miliardi di euro è la somma che verrà destinata alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali all’interno della Mission 6 del Piano. Nel riparto troviamo ad esempio 2 miliardi per le Case della Comunità, oltre 200 milioni per la #telemedicina e l’#assistenzadomiciliare, 1 miliardo per il rafforzamento della #sanitàintermedia, e poi 2,6 miliardi per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero, e 1,4 miliardi per ospedali sicuri e sostenibili.
#DataDrivenClinicalGovernance

fonte: Pnrr. Pronta la proposta di riparto alle Regioni degli oltre 8 miliardi per la sanità. Ecco la bozza - Quotidiano Sanità (quotidianosanita.it) 

Progetti legati allo sviluppo di applicazioni per la raccolta dei dati e algoritmi dedicati alla loro elaborazione e studio

Lunedì, 18 Ottobre, 2021

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Il mondo delle startup e degli innovatori ha creato durante il periodo del Covid-19 un nuovo concept un nuovo modello di Sanità Digitale, accelerato dal problema della pandemia, che cerca in modo “ribelle” di abbattere le barriere sociali e culturali e che si basa sui 4 principi:

• una salute per tutti senza esclusione (dove si vuole);

• una salute per ognuno di noi (quando si vuole);

• una salute personalizzata, secondo la propria diagnosi (come si vuole);

• una salute accessibile e preventiva (sostenibile economicamente e a basso impatto ambientale).

Ecco alcuni dei temi su cui stanno lavorando le startup a livello nazionale e internazionale nel settore della salute digitale che potrebbe avere un grosso impatto nella cura dei pazienti fragili/cronici:

• calcolo della probabilità di avere malattie respiratorie;

• valutazione della capacità motoria per i malati di parkinson;

• analisi del sangue e monitoraggio e prevenzione delle sue malattie;

• cura e miglioramento della salute mentale;

• monitoraggio pazienti affetti da malattie neurodegenerative;

• accesso a servizi di salute mentale personalizzati;

• teleassistenza per esami medici a distanza on-demand;

• sviluppo di un data base internazionale dedicato alle informazioni sulla salute;

• test e monitoraggio malattie infettive;

• monitoraggio e prevenzione delle complicazioni post-operatorie;

• monitoraggio saturazione sangue;

• rilevazione del cancro;

• prevenzione e gestione delle malattie croniche;

• evoluzione della ricerca clinica per coinvolgere attivamente i pazienti al fine di informarli e supportarli, focalizzandosi su di loro e sulle loro esigenze;

• screening dei pazienti affetti da Alzheimer;

• monitoraggio e cura del cuore.

I dati sanitari (clinici e amministrativi), materia prima del nostro lavoro

Lunedì, 18 Ottobre, 2021

 

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La digitalizzazione dei processi è stata fino ad oggi prevalentemente caratterizzata dall’informatizzazione delle procedure amministrative, la dematerializzazione delle comunicazioni, la registrazione e l’archiviazione elettronica dei dati dei pazienti e di quelli generati dai dispositivi medici.

La rivoluzione digitale è stata soprattutto ed in molti sistemi è ancora di fatto limitata ad una rivoluzione elettronica, che ha virtualizzato e per questo reso più accurate, adeguate ed efficienti molte procedure in ambito amministrativo, clinico, formativo e di ricerca, ma con modalità di sviluppo e protocolli di comunicazione troppo chiusi e disomogenei.

Tale approccio ha contribuito a sviluppare network con elevati standard di sicurezza e privacy, ma estremamente frammentati, costosi in termini di manutenzione ed aggiornamento, ed incapaci di seguire il paziente nei suoi percorsi diagnostici e terapeutici trasversali tra strutture, servizi e regioni diverse.

Allo scopo di mitigare queste criticità, qualsiasi nuovo progetto di sanità digitale, include oggi tra i propri requisiti fondamentali quello dello sviluppo di processi che favoriscano l’interoperabilità delle componenti del sistema e la portabilità dei dati del paziente.

Data Driven Governance - Artexe (mapsgroup.it)

Big data e analytics trasformeranno il Sistema Sanitario Nazionale

Venerdì, 15 Ottobre, 2021

 

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Secondo una ricerca pubblicata su Statista, nel 2016 il mercato globale dei Big Data nella sanità era valutato 11.5 miliardi di dollari. Si stima che nel 2025 possa raggiungere un valore di 70 miliardi di dollari. Tutti hanno toccato con mano, durante la pandemia da Coronavirus, la loro importanza nei processi decisionali per affrontare la lotta all’incremento dei contagi e per organizzare una campagna di vaccinazione nazionale, in modo rapido ed efficace. Un complesso sistema di flussi costituisce la base per una reale data governance del sistema salute, da un lato per consentire di avere elementi di conoscenza per decisioni consapevoli, dall’altro per monitorare i LEA a livello nazionale e nelle singole regioni; per il monitoraggio della spesa, per la valutazione della qualità e appropriatezza del SSN.

 

Ogni prestazione del paziente nel percorso di cura e assistenza, dalla diagnosi al trattamento e al monitoraggio genera una grande quantità di dati che risiedono all’interno delle strutture sanitarie in data base separati e indipendenti (visione a SILOS).

Abbiamo bisogno che i dati siano integrati in una prospettiva di tipo “patient journey” e tempestivamente disponibili attraverso cruscotti di analisi e interpretazione, perché il valore del dato è funzione della capacità di produrre conoscenza e favorire decision making: per una medicina di complessità, di precisione, predittiva e di prevenzione; per la continuità assistenziale socio-sanitaria; per una governance real time della sanità locale, regionale e nazionale; per open innovation, portando gli operatori di mercato a produrre innovazione per il Welfare e il benessere, assicurando profitto. Il tutto nel pieno rispetto delle norme per la protezione, conservazione e consenso dei dati.

L’emergenza è stata l’occasione per sperimentare soluzioni che hanno permesso di contenere in parte il contagio, ma per il futuro sarà necessario ridisegnare modelli, potenziare i servizi e accelerare la transizione verso un modello sanitario sostenibile e resiliente. Come sarà possibile realizzarlo? Quali sono le informazioni realmente necessarie sia per gestire l’accesso alle cure in situazioni “standard” sia per rispondere prontamente alle emergenze sanitarie come quella di Covid-19?  Potrebbe essere auspicabile una condivisione dei dati dall’ambito Ricerca & Sviluppo alla produzione di farmaci e all’erogazione dei servizi, garantendo allo stesso tempo la disponibilità di dati omogenei, di buona qualità e in tempo reale sia a livello regionale sia a livello centrale promuovendo le sinergie tra i vari attori coinvolti.

Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto decisori delle strutture sanitarie e manager delle imprese del settore, con l’obiettivo di condividere opportunità e criticità legate alla gestione dei dati in ambito sanitario in uno scenario in cui coesistono diverse organizzazioni a livello regionale e differenti livelli di autonomia o centralizzazione: Big data e analytics trasformeranno il Sistema Sanitario Nazionale | FORUM PA SANITÀ 2021 (eventifpa.it)

Servizi digitali e piattaforme abilitanti per un Sistema Sanitario Nazionale (SSN) a misura di cittadino

Venerdì, 15 Ottobre, 2021

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Con il PNRR si punta ad allargare concretamente l’area della trasformazione digitale del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), con soluzioni applicabili alle diverse funzioni del SSN e alle nuove forme di interazione medico-paziente. Con le risorse stanziate con la Missione 6 Salute sarà possibile assicurare a Regioni e Aziende sanitarie il cambiamento digitale necessario per fare fronte alla modificata domanda di salute che viene dai cittadini, attraverso l’adozione di servizi digitali end to end dalla fase di impostazione strategica fino alla messa in esercizio degli stessi.

La strada tracciata dal Piano sembra portare fuori dalla consuetudine dei progetti pilota e delle best practice, spesso rimasti cattedrali nel deserto; per puntare a pratiche diffuse orientate a una medicina che assicuri l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), in primo luogo quelli legati alla cronicità, con il rilancio delle cure sul territorio. Per rendere appropriate la cura e l’assistenza il SSN opera Human-centered design e per centrare l’obiettivo della deospedalizzazione punta a forme diversificate di assistenza e cura da remoto, che prendono le mosse da servizi di Telemedicina fino ad articolati e completi servizi di Connected Care.

Ciò significa ripensare la cura e l’assistenza cambiando organizzazione e adottando le tecnologie attualmente mature perché tutti gli attori del sistema sanitario siano interconnessi tra loro per dare una risposta di qualità in termini di outcome clinico e di soddisfazione del cittadino paziente. Dall’informazione e prevenzione, all’accesso corretto alle strutture sanitarie, fino al successivo follow up. Insomma, l’obiettivo è una medicina di precisione, orientata alla persona, con modelli di cura e presa in carico personalizzati, con un’integrazione sempre più forte tra ospedale e territorio, con la condivisione dei dati clinici.

Il Servizio Sanitario Nazionale nei prossimi anni si troverà sempre più a dover affrontare le sfide della longevità, della cronicità, della necessità di continuità di cura, della fragilità e della non autosufficienza. Una corretta implementazione delle innovazioni digitali e dei princìpi alla base del paradigma della Connected Care può dare una risposta a queste sfide, in quanto unici strumenti in grado di aumentare la produttività delle risorse disponibili nel mondo della sanità.

Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, telemedicina e connected care; accoglienza e presa in carico digitale, app medicali, digital terapeutics e wearable device possono migliorare la qualità delle cure per i cittadini, aumentare l’appropriatezza, ridurre le diseconomie. La possibilità di gestire e analizzare i dati sanitari dalla diagnostica per immagini alle informazioni di biologia molecolare, di genetica, di epidemiologia e più in generale sulla storia clinica del paziente può permettere diagnosi sempre più precise, personalizzate e complete.

Perché l’occasione dell’accelerazione dovuta alla crisi sanitaria non vada persa sarà necessario lavorare sul change management con il coinvolgimento dei professionisti e dei cittadini. Il cambiamento deve poggiare su un livello di cultura digitale dei professionisti e dei cittadini: la formazione è determinante. Infine, perché la trasformazione digitale non sia solo trascodifica di processi datati, deve prevedere la revisione di tali processi e, condizione vincolante per il successo, l’adozione di un’infrastruttura tecnologica affidabile, sicura, flessibile e scalabile.

Ne dibatteremo in questo appuntamento chiamando a confronto esperti, decision maker delle strutture sanitarie e manager delle imprese del settore: Servizi digitali e piattaforme abilitanti per un Sistema Sanitario Nazionale (SSN) a misura di cittadino | FORUM PA SANITÀ 2021 (eventifpa.it) 

Le risorse del PNRR destinate alla missione 6 “SALUTE”

Giovedì, 7 Ottobre, 2021

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Le risorse per la per la missione 6 “Salute” del #PNRR ammontano a 15,6 miliardi di euro e dovrebbero servire a rafforzare, mediante il superamento della grande frammentarietà e dei limiti nell’erogazione dei servizi di prossimità che caratterizzano diverse regioni italiane e il miglioramento dei #sistemiinformativi, il nostro sistema sanitario negli ambiti in cui mostra le maggiori criticità ossia #assistenzaterritoriale e #digitalizzazione. È opportuno, però, sottolineare che oltre ai 15,6 miliardi di euro di risorse del PNRR, alla missione Salute vengono destinati altri 1,71 miliardi di euro nell’ambito del #ReactEU e ulteriori 2,89 miliardi di euro del fondo complementare al #PNRR24 (Tab. 2.4) per un ammontare complessivo di risorse pari a 20,23 miliardi di euro. Andando poi più nel dettaglio, la prima componente “Reti di #prossimità, strutture e #telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, con un importo di 7 miliardi di euro (Tab. 2.5), mira a riorientare il sistema sanitario verso un modello incentrato sui territori e sulle #reti di assistenza sociosanitaria, a superare la #frammentazione tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità dei #LivelliEssenzialidiAssistenza e a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale in un’ottica di sempre maggiore #integrazione tra servizi ospedalieri, sanitari locali e sociali. Inoltre, prevede il potenziamento di strumenti e attività di #telemedicina avanzate a sostegno dell’assistenza domiciliare,

#PNRR #Sanità
fonte: I-Com, Istituto per la Competitività

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