Categoria ‘Business’

Disease Ontology

Giovedì, 25 Novembre, 2021

disease_ontology.png

La Human Disease Ontology (DO) integra le caratteristiche della malattia e i fattori eziologici per descriverne la complessità.

 fonte: Human Disease Ontology 2022 update | Nucleic Acids Research | Oxford Academic (oup.com)

Una cura a base di dati

Mercoledì, 24 Novembre, 2021

carlo_buonamico_mf_19_11_2021.png

Pnrr, 4 proposte per la sanità digitale

Lunedì, 22 Novembre, 2021

fortune_health_pnrr.png

Presentate alla Camera dei Deputati le quattro proposte in materia di telemedicina identificate dal Gruppo di Lavoro “Digital Health e Pharma” di Netcomm, guidato da Humanitas, Medtronic e Msd per permettere alla sanità italiana di cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione ed evolversi verso un sistema a valore aggiunto per i cittadini e per gli operatori della salute.

La pandemia ha accelerato il percorso di digitalizzazione della sanità, rendendo concrete delle prestazioni e dei servizi da remoto che fino a un anno fa erano considerati futuribili. Durante il periodo pandemico, i servizi digitali si sono dimostrati uno strumento essenziale per garantire la qualità della presa in carico e la tempestività dell’assistenza, favorendo l’azione sinergica tra professionisti sanitari con differenti specializzazioni e sviluppando l’assistenza domiciliare integrata. Tuttavia la necessità di affrontare tempestivamente e in emergenza le sfide poste dalla pandemia ha prodotto l’affermarsi di norme, pratiche e prestazioni poco coordinate tra le singole Regioni, producendo involontariamente iniquità e diseguaglianze difficili da contrastare in assenza di provvedimenti quadro.

Netcomm ha istituito il Gruppo di Lavoro “Digital Health e Pharma” proprio per supportare le istituzioni nell’individuare le opportunità e le esigenze legate alla digitalizzazione della filiera sanitaria, mettendo a disposizione un pool di competenze ed esperienze altamente specializzate, che afferiscono ai tre ambiti strategici sui quali si snoda lo sviluppo della digitalizzazione della salute: l’ambito ospedaliero, il contesto farmaceutico e il settore delle tecnologie medicali.

Secondo il Gruppo sono due gli ambiti centrali del percorso di digitalizzazione sui quali occorre agire per uno sviluppo efficace e di valore della sanità italiana: una gestione puntuale e interoperabile dei dati sanitari e un approccio strutturato e coeso alla telemedicina rispetto a tutti gli ambiti che concorrono al buon esito delle sue potenzialità.

In particolare, le proposte avanzate dal Gruppo in materia di telemedicina afferiscono a quattro ambiti: l’individuazione di standard nazionali, chiari e vincolanti per l’accreditamento degli strumenti utilizzabili per i servizi di telemedicina; una definizione delle prestazioni di telemedicina che possa garantire al personale sanitario un’adeguata suddivisione del tempo dedicato all’attività ambulatoriale, in presenza e da remoto, definendo anche i requisiti relativi all’erogabilità della prestazione anche al di fuori della sede fisica accreditata; un’adeguata formazione del personale sanitario in modo da sostenere e guidare la transizione digitale della sanità; un puntuale studio della sostenibilità economica delle attività di telemedicina, che ne definisca delle specifiche tariffe in grado di tener conto degli investimenti necessari all’erogazione delle stesse.

Secondo la visione del Gruppo, si tratta di quattro snodi fondamentali per valorizzare gli investimenti in telemedicina attualmente previsti dal Pnrr, garantendo ai cittadini la possibilità di accedere alle migliori cure disponibili e al personale sanitario di usufruire dei supporti digitali per poter svolgere la propria attività in maniera sempre più efficace.

“Sono molte le forze che stanno rimodellando il settore sanitario: l’utilizzo sempre più ampio da parte dei cittadini dei canali digitali per le loro necessità di salute, l’avvento di tecnologie promettenti nell’ambito della prevenzione, della cura e dell’assistenza, nonché le nuove modalità di relazione e di servizio mediate dai canali online. L’evoluzione verso un sistema sanitario sempre più connesso e a valore aggiunto è una priorità alla quale l’Italia deve tendere in maniera rapida ed efficace – ha dichiarato Roberto Liscia, presidente di Netcomm – Alla luce degli importanti ed imminenti investimenti previsti dal Pnrr, riteniamo sia necessario istituire un tavolo pubblico-privato che garantisca un confronto fattivo e costante tra la filiera sanitaria e le Amministrazioni – anche territoriali – che si occuperanno dell’implementazione del Piano e che, a regime, possa contribuire all’innovazione digitale del sistema della salute nel nostro paese”.

“Nella nostra esperienza di ospedale policlinico votato all’innovazione, la telemedicina è già oggi un servizio di valore per i pazienti e i loro caregivers, che possono così restare in contatto con i medici evitando frequenti spostamenti – racconta Luciano Ravera, amministratore delegato Irccs Istituto Clinico Humanitas e Humanitas San Pio X – Questa rivoluzione è stata accelerata dalla pandemia, che ha visto Humanitas assistere i pazienti Covid continuando a garantire le cure ai pazienti oncologici del nostro grande Cancer Center. Ad oggi abbiamo effettuato alcune migliaia di televisite e prericoveri a distanza di cui il 25% per pazienti oncologici, molti con malattie rare. In pochi mesi abbiamo già formato all’utilizzo delle nuove tecnologie il 40% del personale sanitario delle aree più sensibili rispetto ai bisogni dei pazienti. Un’esperienza pilota che mettiamo a fattor comune affinché possa diventare un servizio ancora più diffuso grazie alla collaborazione tra pubblico e privato”.

“Stiamo assistendo a una vera e propria trasformazione del sistema Salute in cui la tecnologia assume un ruolo fondamentale – spiega Michele Perrino, presidente, AD Medtronic Italia e Strategic CardioVascular Leader Western Europe – I dispositivi medici sono sempre più piccoli, intelligenti e smart, per dare risposta alla necessità di servizi personalizzati e più vicini ai pazienti, nel corso della diagnosi e della cura, anche al di fuori delle strutture ospedaliere”. E “la telemedicina è il mezzo per monitorare gli esiti e i costi e impostare modelli adatti a ottenere risultati migliori in relazione al denaro speso”.

“L’industria farmaceutica è un player importante nell’attuale trasformazione digitale e una sfida che si sta imponendo all’intera Pharma Industry è il superamento del concetto di farmaco inteso come mero prodotto” dichiara Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia. “Per questo motivo, è necessario approdare a una visione che non si concentri solo sul farmaco ma che punti i riflettori sull’intero patient journey, per essere sempre più vicino al paziente e alle sue esigenze. Per andare sempre più verso una medicina personalizzata, sarà necessario garantire una maggiore integrazione delle nuove tecnologie e, in particolare, dell’analisi dei dati (big data e analytics). In questo contesto, le soluzioni di digital health possono diventare elementi chiave a supporto dell’assistenza di prossimità”.

Inoltre, aggiunge Luppi, “è necessario sviluppare un quadro normativo, a livello europeo e locale, per sostenere l’attuazione e l’integrazione della salute digitale con l’obiettivo di migliorare l’adozione e la diffusione di queste soluzioni innovative per ottenere migliori risultati clinici. É necessario abilitare un ecosistema sanitario connesso, che utilizzi le applicazioni di salute digitali come parte dei percorsi di cura individualizzati dei pazienti e misuri i risultati basandosi su dati specifici di Real World Evidences. È importante facilitare la creazione di organismi governativi per garantire standard comuni, insieme ad una serie di misurazioni necessarie per qualificare le diverse soluzioni e ottenere finanziamenti adeguati”.

fonte: Pnrr, 4 proposte per la sanità digitale - Fortune Italia 

Sanità futura: dati e piattaforme, accesso all’assistenza medica e benessere ed erogazione dell’assistenza

Lunedì, 22 Novembre, 2021

Nel futuro della #Sanità emergeranno 10 archetipi raggruppabili in tre categorie distinte, ma interconnesse:
·         Dati e piattaforme: rappresenteranno la spina dorsale dell’ecosistema della sanità di domani. Tutto si baserà su dati e piattaforme che forniranno gli insight in grado di influenzare il processo decisionale.
·         Accesso all’assistenza medica: possibile grazie a finanziatori e regolatori che contribuiranno a far funzionare il “motore” del settore.
·         Benessere ed erogazione dell’assistenza: si compone di centri socio-sanitari - virtuali e fisici - che forniranno prodotti customer oriented per la salute e il benessere.
Le tre categorie devono essere tutte funzionanti e integrate affinché il futuro possa prendere vita. Che si tratti solo di uno o più di questi archetipi, il Life Science e l’Health Care devono decidere quale ruolo giocare. Per farlo sarà fondamentale comprendere come incastrare tali archetipi in una strategia coesa e nei nuovi modelli di business necessari per il successo in futuro.

gabriele_rossi_futuro_sanita.png

Le malattie croniche

Mercoledì, 17 Novembre, 2021

cause_malattie_croniche.png

Le malattie croniche costituiscono la principale causa di morte quasi in tutto il mondo. Si tratta di un ampio gruppo di malattie, che comprende le cardiopatie, l’ictus, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie croniche. Ci sono poi anche le malattie mentali, i disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale, i difetti della vista e dell’udito, le malattie genetiche.

In generale, sono malattie che hanno origine in età giovanile, ma che richiedono anche decenni prima di manifestarsi clinicamente. Dato il lungo decorso, richiedono un’assistenza a lungo termine, ma al contempo presentano diverse opportunità di prevenzione.

Alla base delle principali malattie croniche ci sono fattori di rischio comuni e modificabili, come alimentazione poco sana, consumo di tabacco, abuso di alcol, mancanza di attività fisica. Queste cause possono generare quelli che vengono definiti fattori di rischio intermedi, ovvero l’ipertensione, la glicemia elevata, l’eccesso di colesterolo e l’obesità. Ci sono poi fattori di rischio che non si possono modificare, come l’età o la predisposizione genetica. Nel loro insieme questi fattori di rischio sono responsabili della maggior parte dei decessi per malattie croniche in tutto il mondo e in entrambi i sessi.

Le malattie croniche, però, sono legate anche a determinanti impliciti, spesso definiti come “cause delle cause”, un riflesso delle principali forze che trainano le modifiche sociali, economiche e culturali: la globalizzazione, l’urbanizzazione, l’invecchiamento progressivo della popolazione, le politiche ambientali, la povertà.

fonte: Malattie croniche (iss.it) 

Home delivery dei farmaci: la nuova frontiera (con criticità)

Martedì, 16 Novembre, 2021

ricetta_dematerializzata.jpg

di Valerio Pandolfini - Avvocato

La (ormai generalizzata) dematerializzazione delle ricette, unitamente alle difficoltà negli spostamenti fisici derivanti dalle misure di prevenzione  contenimento del virus Covid-19, hanno dato nuova linfa ed aperto nuove possibilità per i servizi di consegna a domicilio dei farmaci.

La home delivery dei farmaci è peraltro fenomeno già da tempo presente sul mercato e destinato a crescere esponenzialmente, anche per effetto della crescita continua delle quote di popolazione anziana e affetta da co-morbilità, per la quale ricevere i farmaci, prima e più ancora che una comodità, rappresenta una necessità.

Anche a seguito delle recenti novità normative, sono letteralmente proliferate società (providers) che, tramite apposite e sempre più sofisticate app, offrono una serie di servizi ai pazienti, occupandosi pressoché interamente del processo di acquisto dei farmaci. In questo modo, il paziente si interfaccia direttamente con la piattaforma gestita dal provider, scegliendo la farmacia di fiducia presso la quale desidera approvvigionarsi tra quelle disponibili, inserisce i propri dati e seleziona il prodotto, eventualmente caricando direttamente sulla app anche la relativa ricetta; a quel punto, il provider, dietro apposita delega del paziente, e previo pagamento di quest’ultimo, acquista in nome e per conto del paziente stesso il farmaco presso la farmacia da questi selezionata, e lo consegna poi allo stesso.

Tale schema, che indubitabilmente offre un servizio prezioso al cittadino, e che dunque offre indirettamente un’opportunità in più alle farmacie, presenta alcuni elementi di criticità, sotto il profilo legale.

Una prima criticità è ravvisabile relativamente alla delega che il paziente effettua in favore del provider; tale delega infatti, nel momento in cui ha ad oggetto non la mera consegna del farmaco bensì l’intero processo di acquisto dello stesso, previa individuazione da parte del paziente della farmacia presso la quale il farmaco verrà acquistato, potrebbe favorire fenomeni di accaparramento delle prescrizioni e di condizionamento nella scelta della farmacia, soprattutto qualora i criteri di selezione della farmacia sul portale del provider non siano del tutto trasparenti. Inoltre, l’attuale normativa non sembra consentire la possibilità inviare le ricette dematerializzate alla farmacia da parte di soggetti diversi dal paziente (non consentendo, per la verità, tale possibilità neppure al medico, sia pure su delega del paziente stesso).

Una seconda, e più seria, criticità è relativa al possibile aggiramento della normativa sulla vendita dei farmaci a distanza, contenuta nel D.lgs. n. 219/2006 (Codice del Farmaco).

In primo luogo, l’acquisto del farmaco (non etico) da parte del paziente sul sito del provider potrebbe configurare una elusione della norma che riserva la vendita di medicinali e prodotti farmaceutici mediante e-commerce ad alcune categorie di soggetti (già autorizzati alla vendita di medicinali mediante i canali off-line), ovvero le farmacie, le parafarmacie e i così detti “corner salute” presenti negli esercizi commerciali della Grande Distribuzione, che abbiano ottenuto la licenza e l’autorizzazione alla vendita da parte del Ministero della Salute.

In secondo luogo, la possibilità di acquistare farmaci a distanza è attualmente prevista, come è noto, solo per i farmaci senza obbligo di prescrizione (Sop) e i farmaci da banco (Otc), e non per i farmaci che necessitano di ricetta medica. In quest’ultimo caso, qualora il provider, una volta delegato dal paziente e ricevuta da questi la ricetta dematerializzata caricata sull’app (oltre al pagamento del relativo prezzo), anziché recarsi fisicamente per l’acquisto del farmaco in farmacia, la ordinasse (corrispondendo il relativo costo) on line alla stessa farmacia, utilizzando altra piattaforma condivisa con la farmacia stessa, il divieto di legge finirebbe per essere sostanzialmente eluso.

Tale ultima possibilità – che pure presenterebbe molte utilità, semplificando il processo di approvvigionamento del farmaco e quindi la consegna dello stesso all’utente finale – si scontra con il divieto di vendita on line tuttora vigente per i farmaci “etici”, a dispetto della “liberalizzazione” della ricetta dematerializzata ormai intervenuta per i farmaci anche “etici”.

fonte: Dematerializzazione delle ricette e Home delivery dei farmaci (diritto-farmaceutico.it) 

Cronicità, Liste di Attesa, Appropriatezza Prescrittiva

Venerdì, 12 Novembre, 2021

presentazione-ddg.png

Fonte: Algoritmi semantici per la Sanità, dietro le quinte di un’innovazione - Agenda Digitale 

richiedi consulenza: gabriele.rossi@mapsgroup.it

Diabete, una varietà molto speciale di malattia cronica

Giovedì, 11 Novembre, 2021

diabete_cronicita_speciale_1.pngdiabete_cronicita_speciale_2.pngdiabete_cronicita_speciale_3.pngdiabete_cronicita_speciale_4.pngdiabete_cronicita_speciale_5.png

In Italia i malati cronici sono 24 milioni

Giovedì, 11 Novembre, 2021

clinika.png

malattie_croniche_italia.png

La spesa a livello UE per le malattie croniche è pari a circa 700 miliardi di euro l’anno ed in Italia i malati cronici sono 24 milioni, assorbendo una gran parte delle risorse riversate in sanità.

Il PNC (Piano Nazionale Cronicità) approvato con Accordo sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le PPAA di Trento e Bolzano il 14 settembre 2016, avrebbe dovuto portare alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e allo spostamento sul territorio dei trattamenti socio sanitari delle principali patologie croniche (come ad esempio diabete, asma, BPCO, CV) con lo sviluppo di una diversa cultura orientata alla presa in carico proattiva delle persone con fragilità e cronicità tramite servizi di prossimità. Solo un deciso intervento in questa ottica potrà consentire che il processo di miglioramento della qualità assistenziale, si sviluppi in coerenza con l’esigenza di contenimento e di razionalizzazione della spesa sanitaria.

Ma tutto questo con quali strumenti operativi? Oggi, a quasi 3 anni dall’approvazione, l’attuazione concreta del Piano si vede realizzata ancora in via parziale e solo in alcune regioni, seppur da molti sia stata considerata la potenziale vera spending review della sanità.

Per verificare lo stato di attuazione reale e non formale del PNC, gli uffici della programmazione del Ministero Salute hanno attivato un monitoraggio tecnico che deve mappare una serie di indicatori trasmessi dalle singole regioni: il livello di stratificazione della popolazione, il livello di integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale e il livello di adozione e di attuazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Il PNC ha previsto inoltre la creazione di una cabina di regia che, partendo dall’analisi di questi indicatori, costruisca una fotografia iniziale (as is) e possa poi decidere le azioni successive (to be). Se l’obiettivo del piano nasce dall’esigenza di armonizzare a livello nazionale tutte le attività in questo campo, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, la realizzazione e attuazione del piano in tutte le Regioni deve rappresentare lo strumento per rendere omogeneo l’accesso alle cure da parte dei cittadini, garantendo gli stessi livelli essenziali di assistenza e rendendo sostenibile il SSN.

L’innovazione organizzativa necessaria a tutto ciò è una responsabilità di ogni singola regione e si dovrà realizzare attraverso ben costruiti condivisi e monitorati PDTA.

La Recente Pandemia sembra aver convinto tutti nello spingere sull’acceleratore del cambiamento, oramai non più auspicabile ma necessario ed indifferibile.

Martedì, 3 Novembre 2020 - Webinar di Motore Sanità  La gestione delle cronicità ad alto impatto assistenziale. Focus diabete, FANV e BPCO nell’era Covid-19 segui qui: La gestione delle cronicità ad alto impatto assistenziale - 3 Novembre 2020 - YouTube

fonte: Motore Sanità 

Acquisizione del 100% di IASI Sistemi Informativi per la Sanità da parte di MAPS

Giovedì, 22 Luglio, 2021

#ACQUISIZIONE DEL 100% DI IASI SRL, SOFTWARE FACTORY SPECIALIZZATA NEI SISTEMI INFORMATIVI INTEGRATI PER LA SANITÀ PUBBLICA E PRIVATA, DA PARTE DI Maps Group | Sharing Knowledge

Sulmona, 21 luglio 2021 – MAPS, PMI Innovativa quotata su AIM Italia ed attiva nel settore della digital transformation acquisisce il 100% di IASI SRL. In questa fase di grande trasformazione della sanità italiana, IASI - negli ultimi anni – ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse da parte di players di rilievo nel mercato IT Healthcare. La conclusione dell’accordo proprio con MAPS è stata determinata dalla profonda convinzione del CdA di IASI - Luigi Ambrosini, Maurizio Bonatti e Cristiano Colaluca - che per i dipendenti ed i clienti dell’azienda, l’ingresso nel gruppo MAPS significherà garanzia di qualità, evoluzione e miglioramento, consolidamento, aumento della capacità di risposta alla domanda di innovazione del mercato, sviluppo stabile e duraturo del business in sinergia con i servizi erogati da MAPS. La decisione di MAPS di mantenere le due sedi IASI in Abruzzo (Sulmona e Montesilvano) è un’ulteriore conferma sia dell’importanza per il gruppo parmense di presidiare il territorio del centro Italia, nell’area di prossimità alla Capitale del Paese, sia del ruolo della regione Abruzzo come cerniera tra un’importante azienda del nord e le regioni meridionali, che nei prossimi anni rappresenteranno una grande sfida per le politiche della salute nel bacino del Mediterraneo e, di conseguenza, dell’Unione Europea. Fondata nel 1985 dall’aggregazione di professionalità operanti a livello nazionale nell’IT, oggi IASI si pone quale riferimento del settore in quanto in grado di proporre soluzioni informatiche e servizi di consulenza che derivano dall’esperienza e dai successi maturati in oltre 30 anni di attività. “Siamo un’azienda che si caratterizza per la riconosciuta qualità dei servizi offerti, grazie ad un organico di professionisti altamente qualificati sui processi sanitari” – afferma Luigi Ambrosini, Amministratore Delegato di IASI – che prosegue: “Siamo convinti di aver preso la decisione giusta perché MAPS ha la dimensione ideale per permettere a IASI, in una strategia di complementarietà, di proseguire il percorso di crescita nel mercato”.

#Sanitàdigitale #Sanità #Innovazionedigitale #Digitalhealth #Mhealth #Ehealth #Healthcare #Aziendesanitarie #Sistemasanitario #SSN #Digitalinnovation #Digitalstrategy #Agendadigitale #AgID #Digitalassessment #Digitalgovernance #Presaincarico #Integratedcare #Chroniccare #Ccm #Patientcenteredcare #Telemedicine #Connectedcare #PDTA #Fascicolosanitarioelettronico #Cartellaclinicaelettronica

f92647b3-151e-4abd-84ef-23055ac60461.jpeg 2021-07-20-MAPS-CS-Accordo-vincolante-IASI-DEF-clean.pdf (mapsgroup.it)

powered by wordpress - progettazione pop minds