La buona sanità la fanno i medici. E gli infermieri. In formazione permanente.

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di Gabriele Rossi* 

Nella rivista Limes del Gruppo editoriale l’Espresso (n.2/2006) di proprietà dell’ingegner Carlo De Benedetti, un articolo, molto ben documentato, di Angelantonio Rosato così dipingeva lo scenario della sanità abruzzese di qualche anno fa: “In realtà i termini del problema sono noti da tempo, ed anche le soluzioni: attuare riforme strutturali, ridurre le spese, soprattutto quelle correnti per diminuire il deficit; tagliare i rami secchi, le Asl, i distretti sanitari, i posti letto, il personale in esubero; riorganizzare ed aumentare il controllo sulle cliniche private convenzionate; eliminare gli ospedali duplicati e specializzare (soprattutto gli ospedali minori). Occorrerebbe puntare non su grosse e costose strutture generaliste inserite in piccoli bacini di utenza, ma su centri di eccellenza; passare dall’ospedalizzazione di massa alla prevenzione, all’assistenza domiciliare, creare presidi sanitari per i disabili e gli anziani, sviluppare l’Rsa (Residenza sanitaria assistita) che costa la metà di un ricovero ospedaliero equivalente a 4-500 euro per per singolo paziente al giorno”. Questa era la terra desolata da cui uscire e camminare verso la terra promessa di una sanità moderna anche in Abruzzo. Ma che vuol dire modernizzare un sistema sanitario regionale? Per rispondere a questa domanda, è necessario partire da quelli che sono i sei cardini di un sistema sanitario: l’ospedale, il territorio, la rete di emergenza-urgenza, l’emergenza programmata e l’assistenza continuativa al paziente cronico, il cosiddetto long term care, l’università e l’alta formazione e, ultimo ma non meno importante, tecnologie, ricerca e sviluppo. Partiamo dal primo: l’ospedale. Ancora Limes: “Il problema in Abruzzo è aggravato dal rapporto triangolare negativo tra significativa spesa sanitaria, grande estensione territoriale e popolazione relativamente scarsa. Questo triangolo delle Bermuda fa sì che in una regione di meno di 1 milione e 300 mila abitanti vi siano 39 ospedali, decisamente troppi e troppo costosi, spesso a poca distanza e cloni gli uni degli altri; ve ne sono molti e di piccole dimensioni che servono le spopolate aree interne. Inoltre un eccesso di cliniche private convenzionate che non di rado fanno le stesse cose degli ospedali pubblici, ma a prezzo assai più caro”. E aggiunge significativamente: “E’ stato calcolato che in Abruzzo il <<tasso di inappropriatezza>> del ricovero ospedaliero è del 30% ossia quasi una persona su tre si ricovera senza che ce ne sia bisogno”. L’alternativa a questo degrado è l’ospedale moderno e il suo configurarsi con nuovi ruoli e funzioni: l’area Trauma e maxi-Emergenze, l’area per acuti, quella per i post-acuti, l’area delle grandi tecnologie diagnostiche e terapeutiche e quella della ricerca clinica avanzata e interfaccia con lo sviluppo industriale. L’innovazione passerà dalla cura delle relazioni tra grandi, medi e piccoli ospedali di aree omogenee e la creazione di ospedali di comunità per l’integrazione tra cure primarie e secondarie. Secondo cardine del sistema sanitario è il territorio. La vecchia azienda sanitaria locale assumerà sempre più il ruolo di management dell’assistenza, il cosiddetto Health Care Management. Dovrà sovrintendere alla struttura informativa della rete territoriale: l’Health Management Information System (HMIS). Saranno sempre più implementate misurazioni integrate delle performance per i processi di sviluppo qualità. Alla ASL spetterà anche il ruolo di formatore dei medici di base come medici di fiducia, veri e propri team leader dell’organizzazione territoriale. Terzo cardine è la gestione del trauma e dell’emergenza. Si andrà verso l’evoluzione dal sistema 118 al numero unico europeo dell’emergenza. Determinanti saranno la formazione permanente del personale della rete di emergenza-urgenza e la preparazione dei cosiddetti First Responder, la scuola per la gestione del trauma e delle maxi-emergenze e, come in Israele – benchmark riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità – il Centro di simulazione. Quarto cardine del sistema è il Long term care: l’emergenza programmata e l’assistenza continuativa al paziente cronico. Si dovranno effettuare analisi di adeguatezza dei modelli attuali di cure primarie e secondarie nell’approccio alla cronicità ed una programmazione e organizzazione dell’emergenza nel paziente cronico per grandi aree cliniche della cronicità. Al riguardo, l’Abruzzo non ha una centrale operativa dell’emergenza programmata. Quinto cardine è l’università e l’alta formazione. Le aree cliniche dei grandi ospedali – emergenza, area acuti e post-acuti – saranno sempre più sedi naturali dell’insegnamento clinico. Un ruolo sempre più significativo sarà quello delle scuole di Health Care Management. Ultimo cardine del sistema sanitario è quello delle tecnologie e della ricerca&sviluppo. E’ l’ambito dei rapporti tra ricerca medica e scienze di base e tra ricerca clinica e sviluppo economico e sociale a livello locale e internazionale. Le frontiere della nuova conoscenza si raggiungeranno con lo studio e l’analisi della complessità del sistema socio-sanitario. Da questa visione di rigenerazione della sanità italiana e, quindi, anche abruzzese, è nato il progetto “Abruzzo 2020 Sanità Sicura” il cui obiettivo (cfr. Decreto del Commissario ad acta n.11 del 20/02/13) è la realizzazione di un programma triennale – propedeutico ad uno permanente, stabile e duraturo – di formazione e aggiornamento omogeneo, diffuso agli operatori abruzzesi – medici e infermieri – della rete dell’emergenza in cooperazione e collaborazione con la sanità israeliana (nella foto da destra a sinistra: l’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon, il presidente Gianni Chiodi, il direttore dell’Agenzia Sanitaria Amedeo Budassi, chi scrive e la direttrice della Direzione regionale sanità Maria Crocco il 15 luglio scorso a Pescara) in base agli agreements – rispettivamente – tra il governo italiano e israeliano (siglato nel 2002) e tra il ministero della salute israeliano e la Regione Abruzzo che verrà siglato il 2 dicembre prossimo a Torino nell’ambito della conferenza intergovernativa Italia-Israele in spirito di amicizia e collaborazione istituzionale tra sanità, sociale, industria (start-up), economia, finanza, politica e formazione.

* Project Manager Progetto triennale “Abruzzo 2020 Sanità Sicura”

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