Archivio di Dicembre, 2009

Altro che no-b day, si celebri il Giorno della Politica

Mercoledì, 9 Dicembre, 2009

dalema_berlusconi.jpg

di Vittorio Gervasi*
 

Il “No-B-Day” si è compiuto. I colori dominanti sono stati il viola per gli “autoconvocati” ed il rosso per i supporters della sinistra radicale.  Un po’ di fantasia in più non avrebbe stonato anzi avrebbe aggiunto colore. Ma da oggi un fatto “nuovo” c’è: all’elenco delle manifestazioni contro, si aggiunge un ulteriore evento. Ciò che lascia sempre più basiti è la “sindrome del tifoso” che colpisce gran parte della politica italiana, nonché dei giornalisti militanti che animano il dibattito mediatico. Il tifoso notoriamente inneggia alla sua squadra e non perde occasione per offendere l’avversario prescindendo da ogni riflessione. Il tifoso non si sente realmente minacciato dall’avversario ma teme semplicemente che questo distrugga il proprio oggetto d’amore qualunque esso sia. I manifestanti del “No-B-Day” scendono in piazza esattamente come il tifoso va allo stadio. Sono accecati dal proprio credo e questo obnubila tutto.
La lucidità per guardare la realtà per quello che è, lascia il passo al tifo, che nei confronti dell’avversario si trasforma abitualmente in ingiuria gratuita.  Un governo in carica si batte con proposte di governo alternative e più credibili, argomentando valide soluzioni, cioè sul paino politico.  Ma qui di politica non vi è traccia.
Credo che il grande ed imperdonabile limite dell’opposizione in Italia sia proprio l’assenza di idee e proposte. Paradossalmente più attaccano il vertice della coalizione avversaria e più affermano la propria debolezza.
Dall’altro lato, però, la situazione non cambia affatto. Chi governa trova sostegno in altri tifosi e  quindi di autocritica se ne pratica molto poca. Per non parlare di riflessioni e sguardi sereni sulla realtà. E poi che dire di tante riforme annunciate e mai realizzate? Allora, non resta anche qui, che sostenersi con tifo da stadio paventando lo spauracchio che dall’altro lato del campo la squadra avversaria, se dovesse vincere, sarebbe ancor peggio.
Servirebbe un P-Day, una giornata dedicata alla Politica, quella con la P maiuscola, che si adopera per dare risposte a beneficio di tutti i cittadini, compresi i tifosi.

* ex-assessore al Comune di Montesilvano (Pescara)

tratto da: abruzzoliberale.it

“Donna sei tanto grande e tanto vali…”

Martedì, 8 Dicembre, 2009

madonna_022.jpg

Robert Kennedy agli studenti dell’Università del Kansas nel 1968

Lunedì, 7 Dicembre, 2009

robert.jpgNon possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto interno lordo.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Può dirci tutto sull’America, ma non dice se possiamo dirci orgogliosi di essere americani. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones, né i successi del Paese sulla base del Prodotto interno lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette. Mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende la ricerca per disseminare la peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e aumenta quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari ”.

Hans Urs von Balthasar

Venerdì, 4 Dicembre, 2009

hans-urs-von-balthasar.jpg

La nostra parola iniziale si chiama bellezza. La bellezza è l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto”.

“Essa è la bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ma che ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidità e alla sua tristezza. Essa è la bellezza che non è più amata e custodita nemmeno dalla religione“.

“Chi, al suo nome, increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che - segretamente o apertamente - non è più capace di pregare e, presto, nemmeno di amare“.

tratto da: Gloria. Un’estetica teologica

I padroni di Internet

Giovedì, 3 Dicembre, 2009

Regione Toscana: nasce codice etico e deontologico per i lobbisti

Mercoledì, 2 Dicembre, 2009

lobbying2.jpg 

E’ l’iniziativa presentata a Firenze in occasione di un incontro organizzato da Openup Consulting e da ‘Il Chiostro’, associazione che riunisce un centinaio di lobbisti italiani e che nel festeggiare il primo anno di vita ha presentato in anteprima un codice etico e deontologico valido per l’intera categoria.

”Chiediamo delle regole - ha sottolineato Giuseppe Mazzei, presidente del Chiostro, giornalista e ora lobbista - ma siamo i primi a dover dare l’esempio e per questo ci siamo dati questo severo codice di condotta. Questo magari potrà aiutare anche a sconfiggere il luogo comune ancora diffuso che vede il lobbista a volte quasi come un corruttore”. L’attività di lobbista può essere positiva, ma a patto che ci sia una ’sorta di tracciabilita’ delle decisioni, che fa bene alla democrazia e alle istituzioni”, afferma Agostino Fragati, assessore regionale alle riforme istituzionali, intervenuto all’incontro. ”Una manifestazione evidente di interessi è sempre preferibile ad una manifestazione di interessi ammantata di interesse generale - aggiunge l’assessore -. Se la politica è anche rappresentazione di interessi, quegli interessi troverebbero comunque altri canali. Meglio dunque riuscire a portare tutto in piazza: da subito e in modo trasparente. Poi spetterà naturalmente alle istituzioni mediare. E ben vengano le regole, anche deontologiche”.

La Toscana è la prima Regione che già nel 2002 si è data una legge che regola le lobbies, intese come gruppi di portatori di interessi economici, culturali e sociali, e la loro partecipazioni alle attività del Consiglio regionale. Nel 2005 erano già un centinaio i gruppi accreditati. 

fonte: ASCA

powered by wordpress - progettazione pop minds