Rete e realtà

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di Gianroberto Casaleggio

Parlare di Rete equivale, ormai, a parlare della realtà che ci circonda. A volte simile a quella che conosciamo, altre molto diversa. Affermare che la Rete sia l’unico mondo possibile che ci attende può sembrare eccessivo, non credibile. I fatti dimostrano invece che la Rete sta contaminando qualunque cosa tocchi. Il fenomeno sta accelerando con la diffusione dell’accesso a Internet e della banda larga.

La possibilità di creare contenuti in modo semplice e immediato su Internet è una manifestazione dell’intelligenza collettiva. www.flickr.com, il più grande contenitore di foto, e www.youtube.com, di filmati, sono due società della nuova era di Internet chiamata Web 2.0.

La partecipazione sarà alla base del successo di qualunque impresa. Più persone creano valore, maggiore è la possibilità di avere successo. Il ‘crowdsourcing’ è un esempio della forza della collettività. Il crowdsourcing permette di ottenere dalla Rete idee e soluzioni a problemi aziendali.

L’organizzazione in rete delle aziende è da tempo in corso. Chi non adotta la Rete chiude. E’ solo una questione di tempo. Il fallimento dell’Alitalia è attribuito spesso alla concorrenza delle compagnie low cost. Ma low cost, pagare di meno, è un effetto, non una causa. La riduzione dei prezzi è resa possibile da una nuova organizzazione di rete focalizzata sul core business.

La disintermediazione è già in atto, in particolare nel settore dell’informazione. I blogger si stanno sostituendo ai giornalisti, la pubblicazione di testi e filmati in formato digitale ha un costo irrisorio e alcuni blog hanno più lettori di molti quotidiani affermati. Il controllo editoriale sulle pubblicazioni scomparirà. Chiunque potrà diventare giornalista, il successo sarà determinato dal numero di accessi nel tempo, in sostanza dalla credibilità di chi scrive. Il sito coreano www.OhmyNews.com ha più di due milioni di lettori al giorno grazie alla pubblicazione degli articoli di decine di migliaia di giornalisti “accreditati” on line.

La trasparenza riguarderà soprattutto la politica. La Rete introduce la “democrazia diretta” in cui il cittadino non delega il suo rappresentante, ma lo incarica di sviluppare un programma il cui avanzamento è verificato costantemente. Mentire in Rete è un esercizio pericoloso, fa perdere voti. I politici del futuro dovranno essere sia popolari che credibili.

Due qualità rare nel panorama attuale.
 

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