“Ieri ho visto l’inizio di un miracolo. Cominciato oltre mezzo secolo fa…”

7marzo.jpgA più di vent’anni dal mio primo sguardo sugli occhi di don Silvio…

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Lettera che nel 2005 don Silvio scrisse ai candidati Presidenti alla Regione Abruzzo Giovanni Pace, Fabrizio Bosio e Ottaviano Del Turco

«Cari candidati presidenti, ognuno di voi è indaffarato in questi giorni a convincere i cittadini abruzzesi per avere i loro voti. Ma ci sono anche cittadini che non voteranno a queste elezioni e che per questo finiscono spesso dimenticati nei vostri discorsi: sono i bambini, i nostri bambini e i bambini stranieri sulla strada, sono i disabili gravi che non riescono ad esprimere un loro voto, sono gli anziani non autosufficienti che non possono andare a votare, sono gli immigrati che non hanno ancora questo diritto.

 «Mi chiedo quale sia il vostro progetto per chi non voterà, perché non può farlo, perché non può esprimere il proprio punto di vista, perché è escluso dalla possibilità di decidere il proprio destino. A chi non vota è sempre andata l’attenzione della nostra chiesa, delle nostre opere sociali, così tante anche in Abruzzo, che con fatica grande e con la forza spontanea della fede cercano di sopravvivere in condizioni sociali che certo non le favoriscono.

 «E’ questa l’altra faccia dell’Abruzzo nelle nostre case e nei nostri centri, che non ha bisogno soltanto di strade e di ferrovie, quanto di servizi e di solidarietà. Non ha bisogno solo di nuova economia, quanto di avere garantito almeno un pranzo ed una cena ogni giorno. Ma è proprio questo l’Abruzzo che non voterà. Forse questo popolo silenzioso è composto da almeno un abruzzese su tre fra quelli che si possono contare. Eppure i nostri bambini sono l’unico investimento certo per il futuro della Regione: solo il loro benessere, la loro educazione e formazione, la loro serenità e sicurezza potranno garantire lo sviluppo sociale ed economico dell’Abruzzo. L’Onu ha calcolato che per un dollaro che spendiamo oggi per un bambino ne raccoglieremo sette domani. Mi auguro che nei prossimi giorni possiate esporre i vostri progetti anche per chi non potrà votare. E dal mio piccolo ho la forte speranza che le persone che voteranno si lasceranno convincere più da questi progetti che mettono al centro i bambini, gli uomini e la loro felicità, che dalle magnifiche sorti, che spesso inserite nei discorsi, ma cui oggi pochi sono rimasti a credere. Spero proprio che in questi giorni siano presi impegni seri e certi in favore di quegli esclusi che all’indomani della Pasqua, possano ritrovare anche una loro resurrezione sociale».

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