La strategia mediatica dei guru di Al Qa’ida – parte 2

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Finalità, obiettivi e metodi

Volendo fare, adesso, una sintetica analisi della guerra jihadista combattuta sulla rete, sembra opportuno evidenziare finalità, obiettivi e metodi utilizzati, al fine di poter meglio predisporre, poi, adeguate misure di contrasto.
A nostro parere, lo sviluppo dell’uso di Internet, da parte dei gruppi jihadisti, ha come finalità:
a) il ‘posizionamento sul terreno’ contro i diversi nemici del jihad globale;
b) la ‘propaganda’ nelle sue varie forme;
c) lo ‘scambio di informazioni’ tra gruppi operativi jihadisti in maniera occulta.

Tali finalità sono relative a due obiettivi che, fondamentalmente, sono:
1) un obiettivo ‘ad intra’: il mondo islamico e particolarmente, sia quanti appartengono alla realtà jihadista, sia quanti sostengono questa realtà, sia, ancora, quanti sono combattuti tra l’adesione alla lotta armata e la ricerca di altre strade meno cruente, per la ‘difesa dell’Islam’;
2) un obiettivo ‘ad extra’: tutti quei soggetti che genericamente possiamo definire ‘nemici del vero Islam e del jihad globale’ (in questa categoria di ‘nemici’ vanno inseriti una pluralità di attori, dai ‘regimi arabi corrotti’, ai gruppi integralisti che accettano però alcuni aspetti delle regole democratiche occidentali, ai ‘crociati e sionisti’).
La funzione che intende svolgere, l’uso del mezzo internet, nei confronti dell'”obiettivo ad intra” (mondo islamico) si può riassumere con: diffondere l’idea di una ‘Ummah (Comunità islamica) virtuale’; far assurgere a ‘modello da imitare’, sia la comunità jihadista, sia il suo Capo, l’Emiro Bin Laden, per l’instaurazione di un nuovo Califfato (di cui peraltro Bin Laden non dice di voler essere a Capo, in quanto non ne avrebbe i requisiti formali), anche se solo ‘virtuale’; distinguersi dai ‘regimi arabi corrotti’, che fanno accordi con l’Occidente ed hanno paura ad attaccarlo; veicolare la propria interpretazione teologico/politica dell’Islam, che vuole essere globale e al tempo stesso unificante, presentandosi come l’unica capace di superare le divisioni interne al mondo islamico, specie sunnita; fornire messaggi facilmente percepibili per chi appartiene alla cultura islamica, ma spesso ‘criptici’ per chi appartiene ad altre culture.
Questo dato vuole segnalare anche una ‘superiorità’ culturale dovuta al fatto che la lingua araba è poco conosciuta dagli occidentali, mentre l’inglese, e anche il francese, sono lingue note nel mondo arabo; esaltare il jihad e chi combatte per essa, attraverso filmati di guerra e riprese di attacchi jihadisti, facendo diventare Internet una ‘vetrina dei successi jihadisti’; reclutare altri jihadisti (1) ; individuare gli ‘obiettivi’ da colpire e ‘segnalarli’ alla ‘comunità jihadista’, fornendo anche la gradualità e la scala di valori (2) ; diffondere idee jihadiste a basso costo.
 

tratto da: Rivista Italiana di Intelligence 2-2006
 

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